10 febbraio 2017

La discesa mondiale spiegata da Ghedina e Alphand

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La nostra Elisa Calcamuggi a tu per tu con due grandi campioni del passato. Il più grande discesista azzurro del passato non ha dubbi: "I nostri sono da medaglia, devono solo liberare la testa da condizionamenti esterni"

Le serate a Chalet Italia sono sempre speciali durante i Mondiali. La cucina italiana è apprezzata da tutti quindi atleti e addetti ai lavori si organizzano per riuscire a pranzare o cenare qui almeno un paio di volte durante le due settimane di evento. Ieri sera ho approfittato anche io dell’ospitalità dello Chalet e appena entrata ho incontrato due dei discesisti più conosciuti e apprezzati nella storia dello sci: Luc Alphand e Kristian Ghedina. Alphand lavora per la televisione francese mentre Ghedina è qui per promuovere il Mondiale che la sua Cortina ospiterà nel 2021.

Prima domanda d’obbligo: "Chi vince l’oro in discesa?". Ghedina "Non i francesi!" Alphand ride e commenta: "Forse hai ragione i francesi prediligono piste dure e ghiacciate, però secondo me ci sono 12 atleti che possono vincere. Ci sono Guay e Osborne Paradis, Paris, la squadra austriaca, i norvegesi…sarà una lotta".
Secondo Ghedina la squadra italiana sta bene e non deve farsi condizionare né dalle critiche per la mancata medaglia in Super G né dalle aspettative che ci sono. E’ fondamentale tenere la testa sgombra. La difficoltà è la pista proprio perché è facile rispetto alle discese come Kitz o Bormio. Questo è un pendio più soft, ma se sbagli a interpretare un dosso o una linea butti tutto all’aria. Non c'è possibilità di recupero.

 

La pista - Anche Alphand dice di non essere un estimatore di questa pista: "Le difficoltà che ci sono sono tutte artificiali. E’ difficile creare velocità e mantenerla quindi chi vince sarà sicuramente un campione . Il problema è che se non c’è il sole non vedi nulla e tutto diventa piatto".
"Secondo me - aggiunge Ghedo - il podio della discesa è Jansrud, Paris e al terzo posto Guay”. "Vedremo..secondo me ci sono altri nomi…", aggiunge Alphand.

Duelli passati - Discutono ancora fra di loro. Io approfitto e chiedo a Ghedo se c’è stato un episodio che ricorda particolarmente dei loro duelli. Lui ride e mi racconta che la cosa che gli ha dato più fastidio è stato ricevere da Luc il libro scritto quando ha vinto la Coppa del Mondo di discesa e Super G nel 1995 perché Luc sulla dedica fatta sulla foto scattata il giorno del trionfo ha scritto "grazie per la bella giornata!”, ma per Ghedo era il giorno più triste: era in testa alla Coppa e poi Alphand ha beffato lui, Ortlieb e Assinger. E Kristian è rimasto secondo per 11 punti! Scoppiano a ridere e Alphand spiega: "Sai perché l’ho fatto? Perché tu ai Mondiali di Sierra Nevada hai vinto l’argento davanti a me per 1 centesimo e alla premiazione alla sera ti sei presentato con 1 cent americano e ridendo me lo hai dato sul podio!".

Si abbracciano e continuano a ricordare… come le partenze a Kitz dove l’unico a urlare e parlare era Ghedo perché era felice di partire mentre gli altri erano tutti terrorizzati o quell’altra volta che Ghedo a 30'' dal via a Chamonix si è messo a gridare all’impazzata il nome del suo skiman Mussi che lo ha raggiunto in fretta pensando fosse successo qualcosa e Kristian lo ha guardato e gli ha detto: "Ciao! Volevo salutarti prima di partire!".

 

 

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