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25 marzo 2019

Dorothea Wierer e Dominik Windisch, festa ad Anterselva per i campioni del biathlon

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Festa ad Anterselva in Alto Adige per i signori del biathlon azzurro: Dorothea Wierer e Dominik Windisch. Arrivati in carrozza sono stati celebrati dai loro concittadini e dalle autorità. La vincitrice della Coppa del Mondo guarda al futuro" Sarà difficile, il livello è altissimo, ma io sono una che non si accontenta"

DOROTHEA WIERER NELLA STORIA, LA COPPA DEL MONDO È SUA

DOMINIK WINDISCH, ORO NELLA MASS START MASCHILE

Hanno percorso le vie di Anterselva in carrozza, la regina e il re del biathlon italiano e non solo. Dorothea Wierer e Dominik Windisch sono stati festeggiati dai loro concittadini del piccolo paese dell'Alto Adige al ritorno da Oslo. Dopo il giro in carrozza, i saluti delle autorità e la festa sul palco. Poi i due campioni hanno risposto alle domande di Sky Sport

Dorothea Wierer: "Il livello è altissimo"

Dorothea Wierer è entrata nella storia dello sport italiano: è la prima atleta azzurra a vincere un Coppa del Mondo nel biathlon, specialità storicamente dominata da altri paesi. Tanta la stanchezza ma anche la felicità della campionessa: "Sono felicissima, ho fatto un passo in avanti sugli sci, purtroppo al tiro soprattutto nell'ultimo periodo non era facilissimo, ma quando hai così tanta pressione addosso non è facile gestire tutto. Sono contenta della costanza e sono felice perché quest'anno, a differenza delle passate stagioni, non mi sono mai ammalata". Poi uno sguardo al futuro: "Spero di rimanere a questo livello, ma so che è difficile perché il livello generale è altissimo. L'Olimpiade? Per ora penso alla prossima stagione, poi si vedrà, perché io non mi accontento di un decimo posto, sono una che vuole vincere quando gareggia".

Dominik Windisch: "Combinazione tra fortuna e lavoro"

Festeggiato anche Dominik Windisch, trionfatore ai Mondiali di Ostersund nella Mass Start maschile: "È stata una combinazione di fortuna e di lavoro. Quando ho saputo che ero primo le ginocchia hanno cominciato a tremare. Non sapevo quanto avevo di vantaggio e allora ho tirato al massimo". Windisch ha poi ricordato di quando da giovane i risultati non arrivavano: "Quando ero ragazzino arrivavo sempre ultimo, la prima volta che sono arrivato penultimo ero felicissimo. Lì ho capito che bisogna soffrire e lottare per ottenere risultati"

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