Caricamento in corso...
10 febbraio 2009

L'Olimpiade, la gara che può cambiare una vita

print-icon
mar

Maria Rosa Quario (Sciare Magazine) sul Sestriere nel 1983

MARIA ROSA QUARIO (Sciare Magazine) analizza il momento decisivo in cui l'atleta affronta la competizione olimpica: "Tutto sembra far pensare a una gara normale, stessa neve, stessa partenza e arrivo, ma in realtà è l'appuntamento supremo"

di MARIA ROSA QUARIO
(Sciare Magazine)

Olimpiade. Parola magica che schiude orizzonti lontani per ogni sportivo, atleta o spettatore che sia. Perché quella è LA GARA, l’appuntamento supremo, quello che può cambiare la vita. Eppure… l’Olimpiade è una gara come le altre, ci sono la neve, la pista, il tracciato, la partenza e l’arrivo, come sempre, da sempre. Anzi, se proprio vogliamo essere precisi, la gara dell’Olimpiade è sulla carta più facile delle altre, perché al via ci sono meno concorrenti, solo quattro per squadra… La storia dell’Olimpiade è ricca di episodi da ricordare, proprio perché tutto quello che succede in quell’occasione assume un’importanza particolare. Capita spesso che atleti non favoriti vincano delle gare in Coppa del Mondo, ma il giorno dopo tutto viene dimenticato, perché altre gare incombono.

All’Olimpiade questo non succede, perché passeranno quattro anni prima che qualcuno possa prendersi il titolo che hai vinto e per quel lungo periodo tu sarai il campione olimpico, e poi lo sarai ancora, perché quella medaglia d’oro segnerà indelebilmente la tua vita, di atleta e non solo. L’atmosfera che si respira a un’Olimpiade è speciale, unica, elettrizzante. Io ho partecipato a otto Olimpiadi invernali, due da atleta e sei da giornalista, e ogni volta l’emozione si è rinnovata nel vedere tutto quello che sta attorno a questo grande appuntamento. Per gli atleti, l’emozione si può tramutare in carica positiva, ma anche in blocco psicologico, e spesso i risultati a sorpresa sono proprio dovuti al diverso approccio alla gara che ha chi si sente favorito rispetto a chi invece va in pista senza aver nulla da perdere, libero nell’anima e nel cervello.

Anche per questo è più facile che le sorprese arrivino dalle prove veloci, discesa e superG, che si disputano con una sola manche: arrivi giù, hai vinto e tutto è finito, non hai nulla da confermare nella seconda, ce l’hai fatta e basta. Le carriere sempre più lunghe permettono al favorito che ha fallito una volta di rifarsi quella successiva: di tutti i grandi campioni della storia dello sci sono pochi quelli che nel loro palmares non vantano una vittoria olimpica (Girardelli, Hess, Von Gruenigen, Miller, Goetschl), ma ci sono, purtroppo, ci sono e invece non dovrebbero esserci. Ma è anche questo che rende speciale e unica e importante l’Olimpiade: è una roulette russa, o la va o la spacca, in quel momento lì, non in un altro. Per questo, bisogna inchinarsi davanti ai grandi che hanno vinto nel giorno in cui tutti li aspettavano e loro si sono fatti trovare pronti.

Tutti i siti Sky