25 febbraio 2009

Alta Badia, lo sport motore delle risorse ambientali

print-icon
gra

La spettacolare pista della Gran Risa in Alta Badia

Soffocata per troppi anni da Cortina e dalla Val Gardena, la valle alta di Badia è cresciuta al pari di due grandi eventi sportivi: il gigante della Gran Risa e la maratona ciclistica delle Dolomiti. E così la cultura ladina si è improvvisamente accesa

di GIAN LUCA DONATO

Lo sport motore delle risorse ambientali. Il caso dell’Alta Badia è emblematico tra le valli dolomitiche. Assopita per troppi anni, soffocata dal regno di Cortina da una parte, e dalla crescita emergente della val Gardena da una parte e delle valli di Fassa e Fiemme dall’altra, la valle alta di Badia ha saputo crescere al pari di due grandi eventi sportivi, seppur molto diversi tra loro. Il gigante di Coppa del Mondo della Gran Risa, sul canalone allargato dove i contadini facevano scendere i tronchi d’albero a valle (la grande riga). La Maratona delle Dolomiti ciclistica, infinita transumanza a due ruote per amatori in cerca di emozioni e di sfide, su e giù per i passi dolomitici. E il valore della tradizione ladina in questa valle alta di Badia si è improvvisamente acceso, si è dischiuso da un letargo centenario per vivere di sapori, gusti, suggestioni.

E la valle ha improvvisamente scoperto il turismo, quello importante, quello della ricerca della novità, del comfort, del benessere. Già il benessere. Lungimiranti giovanotti badioti, figli di una tradizione alberghiera concreta, hanno voluto però guardare al di là dei passi dolomitici, andando a scoprire tutto ciò che poteva fondersi con la tradizione, consapevoli di voler offrire al turista il piacere di un soggiorno vario e variegato, all’insegna di una costante crescita dell’elemento benessere. Il gigante dell’Alta Badia, esame di laurea per sciatori tecnici, è sempre stato una occasione di mondanità. In pista il brevetto di artista delle curve. La sera il riconoscimento all’intenditore del gusto, meravigliosa contaminazione tra la semplicità degli elementi gastronomici ladini e le nuove tenenze della cucina moderna. La Maratona assiste invece alla pacifica quanto colorata e dolcemente chiassosa invasione dei diecimila ciclisti alla ricerca di quelle emozioni che solo la successione di ascensioni lunghe e verticali possono dare, immerse nel paradiso dolomitico. Sulla strada il giusto riconoscimento alla fatica.

Nel lungo weekend ciclistico invece il piacere di un dolce soggiorno, semplice ma quanto mai confortevole. Per tutti i gusti e le esigenze, all’insegna di una qualità media particolarmente elevata, caratteristica comune alla maggioranza delli dolomitiche altoatesine e trentine insegnano. Il seme ladino è tornato a germinare, mentre le contaminazioni si sono moltiplicate, senza perdere nel tempo quell’equilibrio che non deve mai perdere questo angolo di paradiso: le Dolomiti. E attorno a questi due eventi oggi le offerte di sport e turismo si moltiplicano. Il freeride stimola gustosi fuoripista anche da in questi luoghi, forse più limitati per morfologia rispetto alle valli delle alpi occidentali. Lo snowboard e il freestyle, anche opportunamente disciplinati, offrono nuovi orizzonti ai più giovani, sicuramente bisognosi di nuovi stimoli per cominciare ad amare la montagna anche nel periodo adolescenziale, quando troppe distrazioni di tendenza li portano via da questi luoghi. Lo sport, il benessere, il comfort. Tre elementi semplici, ma pieni di energia. In modi diversi. In tempi diversi. Qui nell’Alta Badia sono riusciti a contaminarli tra di loro con grande creatività e gusto, sempre attenti a non perdere l’insegnamento della cultura ladina, della tradizione, dei ricordi. Con il placet delle Dolomiti.

Tutti i siti Sky