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04 marzo 2009

Val Gardena, angolo incantato per veri amanti della montagna

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Uno spettacolare paesaggio della Val Gardena

Tutto è cominciato con i mondiali di sci del 1970. Da lì in poi questa valle poco esplorata ha trovato nuova linfa dallo sport diventando il luogo ideale per sciatori e alpinisti. Ancora oggi queste rocce rosee e millenarie catturano l'attenzione di tutti

di GIAN LUCA DONATO

Tutto è cominciato con i Campionati del Mondo di sci nel 1970. La Val Gardena forse è stata scoperta in quell’anno. Sicuramente non esplorata, perché questo è avvenuto molti anni prima, quando la ferrovia che saliva da Chiusa, nelle valle dell’Isarco, trasportava in valle i veri amanti della montagna. Raggiungevano Plan, il piccolo conglomerato di case più a nord di Selva, il comune più alto della valle. E su quel treno di intrecciavano storie di alpinisti e di sciatori, di semplici avventurieri di quota; tutti con l’intenzione comune di scoprire un angolo incantato del nostro paese, non troppo lontano dai confini del Tirolo, anche se fortemente caratterizzati dalla centenaria cultura ladina, quanto mai radicata in questi territori. Quell’edizione del Mondiali, che mostrano per la prima volta deboli segnali della Valanga Azzurra, sicuramente ha decuplicato la conoscenza di questi luoghi, tanto ideali per lo sci, l’alpinismo, quanto per un turismo di montagna in crescita esigenziale.

Nel 1966 Carletto Senoner era partito con altri colleghi gardenesi a conquistare gloria in Cile, d’estate, vincendo un po’ a sorpresa un mondiale di slalom troppo lontano dagli amplificatori nostrani di notizie sportive. Ma in qualche modo il campione di Selva è stato un primo forte segnale di sport agonistico in questa valle, conosciuta agli appassionati cinefili per i natali di Luis Trenker, sofisticato narratore in pellicola delle storie di montagna. La magia regalata da Gustav Thoeni nel parallelo trilling di Ortisei nel 1974, quando l’uomo di Trafoi doma la forza dirompente dello svedese di ghiaccio, quell’Ingemar Stenmark, che di li a poco avrebbe dominato lo sci maschile come forse nessuno nella storia ha saputo fare; neppure Tomba, che qui in Gardena, regno di discesisti, non ha avuto mai modo di far conoscere la sua immensa classe. E mentre la Sasslong, pista di discesa tra le più collaudate del Circo Bianco consolida il suo carisma, l’energia prorompente del Presidente Pertini completa l’opera promozionale dell’evento sportivo. Pertini, che elegge a sua dimora estiva il centro alpino dei Carabinieri in Vallunga, inquilino preferito del colonnello Maffei, anche se talvolta un po’ birichino; celeberrime le sue fughe improvvise dallo sguardo attento delle guardie del corpo. Un Presidente unico, tanto semplice e spontaneo, per questo amato dai turisti gardenesi, e non solo.

Oggi la Val Gardena vuole uscire dal suo guscio che l’ha comunque protetta per troppi anni in nome della tradizione. Anche qui i giovani sono il motore del cambiamento, graduale, comunque rispettoso. E lo sport, naturalmente, ne rappresenta il motore principale. Quello del movimento. Lo sci alpino, ma anche quello nordico, che con fondo, salto e biathlon ha saputo costruire campioni, eventi e soprattutto conquistare nuovi praticanti e appassionati. Stenta l’hockey, una volta di grande forza in questa valle. Cresce il freeride, si diversifica l’alpinismo. E la natura sta a guardare, immensa, forse solo in piccola parte messa in pericolo dalla crescita di questi luoghi. C’è voglia di andare avanti. C’è tuttavia attenzione a non modificare gli equilibri naturali con la troppa energia del fare. E quindi con un po’ di ragionevole disciplina i giovani della Val Gardena si stanno chiedendo qual è la strada giusta per rinnovare senza deturpare. Basta saper osservare l’incanto dei Monti Pallidi. Ogni giorno. Ad ogni sguardo. Da ogni angolo queste rocce rosee millenarie hanno una risposta; sanno catturare l’attenzione e la riflessione di chiunque. Basta alzare lo sguardo. E pensare un attimo.

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