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02 aprile 2009

Armin Zoeggler, l'uomo di ghiaccio

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Armin Zoeggler in azione sul suo slittino

GIAN LUCA DONATO fa il ritratto del vice-brigadiere dell'arma, esempio assoluto della simbiosi uomo-slitta-ghiaccio. I successi non lo hanno cambiato: sempre tranquillo, apparentemente freddo, difende il suo mondo fatto di silenzi, montagne e piccole cose

di GIAN LUCA DONATO

Quando uno ha vinto come lui forse finiscono le parole per descriverne le gesta. Armin Zoeggler è il re dello slittino. E’ un uomo di ghiaccio. E’ forse lo slittino fatto persona; una simbiosi assoluta uomo-slitta-ghiaccio. Eppure è sempre lo stesso. Tranquillo, freddo, solo apparentemente scontroso e solitario. Armin ama il "suo" mondo e lo difende. Che non è soltanto lo slittino. Ma sono i silenzi, la montagna, le piccole cose di tutti i giorni, la famiglia. Il vice-brigardiere dell’Arma è cresciuto a Foiana, una piccola frazione del comune altoatesino di Lana. Quello è il suo mondo, quella il suo habitat.

Sullo slittino è salito quasi in fasce, anche perché sulla slitta si andava a scuola. Già a 14 anni ha fatto capire di essere un predestinato, vincendo la Coppa del Mondo juniores. Nomade per necessita ha saputo vincere dappertutto perché ha saputo costruire un rapporto di amicizia e rispetto con il ghiaccio. E non solo. Il suo palmares riempie pagine dei libri di storia, con 2 ori olimpici (oltre un argento e un bronzo), 5 titoli mondiali, 8 Coppe del Mondo con 45 successi parziali. Praticamente ha vinto ovunque, o quasi. Ma come detto ha vinto prima di tutto imparando a conoscere il ghiaccio, rispettandolo e cercando di essergli amico anche laddove le condizioni non lo favoriscono.

Maniaco del dettaglio, come quasi tutti i fuoriclasse dello sport, Armin adora le temperature fredde e quel tipo di ghiaccio che può essere prodotto in quelle circostanza. Ma anche quando le condizioni sono apparentemente meno favorevoli, spesso sa trovare la giusta mediazione. Lo dovrà certamente fare a Vancouver, dove forse il ghiaccio non sembra ancora entrato nei suoi favori. La pista non è troppo tecnica, ma lui è il Re. In Canada Zoeggler sicuramente può rafforzare il prossimo anno la sua leggenda, centrando quel tris olimpico consecutivo, tanto inedito quanto innominabile. Per scaramanzia. E per realismo.

Armin è unico, straordinario, immenso. Ma lo slittino spesso si decide sui particolari, sui dettagli, sulle sbavature. Lui è maestro della precisione e della forza mentale con le quali guida la sua slitta sempre più tecnologica. Ma, può esserci sempre un ma. Per questo Armin vuole vivere alla giornata questo suo viaggio di avvicinamento alla quinta olimpiade. A suo modo. Con i suoi tempi. Con la ripetitività delle sue azioni. E poi, "vedremo quello che succedere, manca ancora tanto tempo, e bisogna lavorare duro". E intanto si gode negli affetti di famiglia tutto quanto ha già conquistato in giro per il mondo. E non è poco. Tutt’altro.

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