13 settembre 2008

Tommasi: ''Passione e entusiasmo più forti degli infortuni''

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Damiano Tommasi felice per la nuova opportunità inglese

A SKY.IT il neo acquisto del Queens Park Rangers confessa le sue aspettative e rilancia la lotta contro la SLA: "I calciatori devono mettersi a disposizione"

intervista di AUGUSTO DE BARTOLO

La voglia è la stessa di quel ragazzino che diciotto anni fa vestì per la prima volta la maglia del Verona, preambolo di una favola che ancora oggi dura e che non conosce soluzione di continuità, se non il perdurante rincorrere di un pallone su un campo di calcio. Damiano Tommasi riparte dall'Inghilterra, Paese che toglie, un anno e mezzo di carriera (fatale nel 2004 lo scontro con Taggart dello Stoke City ndr), Paese che dà, una nuova chance con la maglia del Queens Park Rangers. L'ex calciatore di Roma e Levante, reduce dall'infortunio al ginocchio rimediato in Spagna, ha raccontato a Sky l'attesa per il nuovo inizio.

Damiano, come stai innanzitutto, sei pronto per la nuova avventura?
"Sto bene e ho voglia di cominciare. Tornare a giocare era un mio desiderio forte dopo l'esperienza al Levante, mi sento ancora competitivo e ho avuto questa occasione da sfruttare. Il calcio inglese mi ha sempre affascinato per l'agonismo, per il modo di interpretare il gioco".

Briatore è un boss che pretende molto dai suoi in Formula 1, lo stesso nel calcio, come ti ha accolto?
"E' stato lui a prospettarmi questa soluzione, abbiamo parlato delle mie condizioni e della squadra che, praticamente, era già fatta, ma essendo svincolato lui ha ritenuto che io potessi dare un buon apporto. Flavio, poi, è molto attento al suo club e ci tiene ai risultati".

Spiegaci una cosa, a 34 anni con una carriera come la tua e dopo due gravi infortuni dove si trovano gli stimoli per continuare ad allenarsi e a lottare per un posto in squadra?
"E' la passione che muove tutto, lavorare in campo per me non è ancora un sacrificio, anzi è divertimento, quando mancheranno queste componenti credo che dovrò trovarmi un nuovo lavoro. L'unica discriminante è se dovesse mancare l'entusiasmo, che ora c'è, ma anche questi giovani che corrono molto forte..."

Ovviamente avrai un occhio e un orecchio rivolto al campionato italiano, la 'tua' Roma può stupire ancora di più?
"Dipenderà dal modo in cui sapranno sopportare gli stress e le eventuali sconfitte. Inoltre, sarà ancora determinante l'apporto di Francesco Totti e anche se la squadra ha dimostrato di poter sopperire alla sua assenza, lui è in grado di far fare ai compagni il salto di qualità. Non dovranno mai perdere la calma, così saranno in grado di lottare fino in fondo in campionato e in Champions".

Tu che sei molto attento anche a ciò che succede fuori dal campo, hai seguito la storia di Stefano Borgonovo e della SLA, che contributo possono dare i calciatori contro questo avversario durissimo da superare?
"Innanzitutto occorre mantenere sempre alta l'attenzione sul problema e capire effettivamente da dove deriva e perché si sviluppa. Premettendo che è una malattia che colpisce indipendentemente dal mestiere che si svolge, ogni calciatore dovrebbe mettersi a disposizione, innanzitutto promuovendo la ricerca grazie alla raccolta dei fondi necessari, poi mostrando disponibilità nell'aiutare gli studiosi a capire le cause".

Concludendo con il calcio giocato, cosa ti aspetti da questa stagione?
"L'unica cosa che chiedo è l'opportunità di fare il mio lavoro, di giocare e mettermi a disposizione della squadra, è quella la cosa più importante".

Insieme all'insegnamento di vita e di sport di Damiano Tommasi, guerriero-gentiluomo del calcio moderno.

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