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18 settembre 2008

Italiani, in alto i cuori in Champions

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Giorgio Porrà, giornalista e conduttore di SKY Sport

Questa Champions le quattro italiane se la possono tranquillamente giocare, persino la Roma che con il Cluj è tornata la Rometta di qualche decennio fa. In quanto a Inter, Juventus e Fiorentina...

di GIORGIO PORRA'

Si rassegnino quelli dalla iperbole facile. Per adesso nessuna delle 32 squadre ha esibito football marziano. Non il Chelsea di Scolari, nonostante le quattro pere al modesto Bordeaux. E neppure l’Atletico Madrid dello scatenato Aguero, anche il Psv è apparso davvero poca cosa. E allora?

 

Allora in alto i cuori, questa Champions le quattro italiane se la possono tranquillamente giocare, persino la Roma che con il Cluj è tornata la Rometta di qualche decennio fa. Di certo le seduzioni di Mourinho, in salsa nerazzurra, funzionano anche in Europa. E’ già in vantaggio nel confronto con Herrera. Il Mago, al debutto, nel ’63, in quella stagione chiusa trionfalmente, non andò più in là del pareggio sul campo dell’Everton. Peggio ancora Mancini che per due anni di seguito si fece schiaffeggiare da Sporting Lisbona e Fenerbahce. Questa Inter è progetto in divenire ma alcune certezze sembrano già granitiche.

L’intesa tra Ibrahimovic ed il suo tecnico, identica mentalità, stessa voglia di cambiare la storia. E la disinvolta personalità di un gruppo trasformista, si cambia pelle, modulo, atteggiamento, a seconda delle circostanze. Ci sarebbero anche i propositi di Adriano  (“ora farò il bravo, lo devo a Moratti”), ma non si contano le volte in cui il brasiliano ha vergato sull’acqua i suoi giuramenti. Meglio aspettare. E vigilare.

E’ opportuno che lo faccia anche Ranieri, occhi spalancati su una squadra brutalizzata dallo Zenit sul piano della corsa, e non solo. Del Piero ha fatto il prodigio (ed in panca, acciacchi a parte, non ci può tornare), ma occorre abituarsi alla svelta al clima internazionale. La Juventus ha pagato l’esordio, le troppe sere di Coppa passate davanti alla tv, la tensione ha imprigionato muscoli ed intenzioni. Dietro Chiellini resta super, ma la costruzione ha vissuto di intuizioni estemporanee. I russi sono forti e cattivi, ma per addomesticarli la Juve vera, quella vista a tratti in campionato, non avrebbe aspettato sassata e capriola del capitano.

Sul piano del gioco molto meglio la Fiorentina di Lione, anche se quella ripresa in ginocchio segnala qualche crepa nel processo di crescita dei viola. Gilardino è tornato quello di Parma, Mutu ha fatto assennatamente lo sherpa più che il capo spedizione, Kuzmanovic ha impressionato per qualità e applicazione nel pressing. Prandelli ha “osato” ed in parte è stato ripagato. Ora si tratta di regalarsi una dimensione europea. I viola potrebbero davvero diventare la rivelazione della rassegna. Per ora c’è il calcio di Trombetta, un po’ Guidolin un po’ Galeone, a stupire grandi e piccini e la stralunata Roma. Martedì all’Olimpico Trombetta ha giocato alla playstation, Spalletti a Monopoli infilandosi coi suoi dentro Vicolo Stretto. Niente paura, l’incubo è destinato a dissolversi. Il Cluj tornerà presto nei ranghi, la Roma già a Bordeaux muterà registro. A patto che Totti torni Totti. Che dietro di lui i vari reparti non continuino a perdere pezzi. E che le voci di rottura tra Spalletti ed il gruppo siano solo amenità da Bar Sport. Un po’ tanto, a dire il vero. Ma a Roma, da sempre, sono abituati a cavalcare alla grande ogni tipo di sfiga. Ce la faranno anche stavolta.
GIORGIO PORRA'

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