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01 ottobre 2008

A San Paolo è nato il Museo del ''Futebol''

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Disegnato dall'architetto Mauro Muñoz, si trova sotto lo stadio municipale di Pacaembù: sarà possibile rivivere il silenzio del ''Maracanazo'' e provare l'emozione di tirare un calcio di rigore ad un portiere storico.

Settemila metri quadri di spazio espositivo, 14 sale tematiche, oltre 12 milioni di euro di costi di costruzione... e la possibilità di tirare un rigore contro i più grandi portieri della storia: benvenuti al Museo del Calcio, l'altare maggiore dedicato al "futebol" dai brasiliani, cinque volte campioni del mondo.
Sotto lo stadio municipale di Pacaembù, in uno dei quartieri più belli di San Paolo, è stato disegnato dall'architetto Mauro Muñoz, e i suoi fondatori sperano che accolga circa due milioni di visitatori ogni anno.
Segno dell'importanza della nuova attrazione turistica, all'inaugurazione del Museo erano presenti i governatori di San Paolo e Rio de Janeiro, José Serra e Sergio Cabral, nonché il presidente della federcalcio brasiliana Ricardo Teixeira.

In omaggio al pubblico calcistico, la prima sala del museo è dedicata alla "torcida", il tifo, con pezzi donati da fanatici di tutte le principali squadre del Brasile. Subito dopo si passa a "O Rei", Pelé, il migliore giocatore di calcio di tutti i tempi secondo la FIFA, vincitore di tre Mondiali (1958-1962-1970) che è possibile ammirare attraverso filmati video e immagini tridimensionali, anche assieme al non meno mitico Garrincha. Dopo tutto, con i due giocatori in campo il Brasile non ha mai perso una partita.
Nella sala dedicata agli "angeli barocchi", poi, scorrono immagini tridimensionali dei 25 più grandi giocatori brasiliani della storia, fra i quali Ronaldo, Romario, Zico, Rivelino, Didi, Socrates, Nilton Santos e Leonidas, il precursore.
Un po' piu' avanti, nella sala delle curiosita', oltre a un muro di statistiche sul "futebol" si trova il "portiere virtuale", che accoglie il visitatore con la faccia del suo portiere preferito e lo invita a tirargli un rigore: in caso di gol, l'ovazione è garantita.
In Brasile, poi, il calcio è un'attività al centro stesso della cultura nazionale, come dimostra la sala dedicata ai non calciatori che però hanno mantenuto un rapporto passionale con il gioco, dal musicista Villa Lobos agli scrittori Carlos Drummond de Andrade e Jorge Amado, passando per l'architetto Oscar Niemeyer.

Nel museo, inoltre, vi è anche spazio per il suono ed il silenzio. Il suono è rappresentato dai canti dei tifosi, registrati sulle tribune degli stadi più importanti del paese, nonché dalla narrazione originale dei gol di portata storica da parte dei cronisti più popolari della radio brasiliana, come il leggendario Omar Santos.
E in quanto al silenzio, ha una sala tutta per sé, dedicata al cosidetto "Maracanazo", la traumatica sconfitta del Brasile contro l'Uruguay nella finale del Mondiale del 1950: quel 2 a 1, infatti, lasciò senza voce un intero popolo di tifosi.

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