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08 ottobre 2008

Troppi debiti, la Premiership rischia di colare a picco

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Secondo gli analisti della City le perdite ammonterebbero a 3,5 miliardi di euro, con un monte ingaggi complessivo cresciuto nell'ultimo anno del 12%. Tra i club più finanziariamente a rischio il West Ham allenato da Gianfranco Zola

Nonostante un'impressionante montagna di debiti, quantificata dagli analisti della City in oltre 3,5 miliardi di euro, il calcio inglese fatica a contenere i costi, come dimostra il monte ingaggi complessivo, cresciuto nell'ultimo anno del 12%. Una situazione economica sempre più preoccupante, denuncia Lord Triesman, presidente della  federcalcio inglese, che invita il governo britannico a disporre  nuove norme per regolamentare il mondo del calcio.

Condividendo le preoccupazioni di Sepp Blatter, Lord Triesman punta l'indice anche contro lo sbarco in Premiership di numerosi proprietari  stranieri, che stanno si' sostenendo investimenti enormi ma  contribuiscono nel contempo alla crescita - secondo alcuni  incontrollata - di costi ed esposizioni debitorie. Tra i club finanziariamente più a rischio - scrive oggi il Times - c'è il West Ham allenato da Gianfranco Zola, pesantemente colpito dalla  crisi finanziaria che ha investito il suo proprietario, l'islandese Bjorgolfur Gudmundsson.

"I presidenti frazionano i debiti e li mescolano assieme.  Non è solo una questione di sostenibilità economica, ma anche di trasparenza", l'accusa di Lord Triesman. Timori non condivisi da Richard Scudamore, direttore generale della Premier League, che sottolinea come proprio la dinamicità del mercato inglese sia alla base del successo internazionale della Premiership. "Le condizioni economiche attuali dei 92 club professionistici sono identiche a quelle di 12 mesi fa - la  replica di Scudamore -. Sono tutti brand di successo, i debiti  fanno parte della governance di ogni azienda". 

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