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14 ottobre 2008

FA: ''No al Bernabeu? Capello non c'entra''

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Capello esclude la propria responsabilità nel veto a Madrid

Il rifiuto della federcalcio inglese di disputare l'amichevole con la Spagna a Madrid per il timore di razzismo ha scatenato la reazione dei media iberici. Il ct ha escluso la propria responsabilità nella scelta

La polemica - Un caso diplomatico destinato a fare discutere ancora a lungo. Il rifiuto della FA di disputare l'amichevole Spagna-Inghiletrra al 'Bernabeu' a causa della possibile riproposizione di insulti razzisti nei confronti dei giocatori di colore dei 'Tre Leoni', ha scatenato la polemica. I media iberici si sono chiesti chi abbia presentato tale richiesta e nel polverone non poteva non finire Fabio Capello che ha smentito l'ipotesi di un suo coinvolgimento. "Qui c'è un errore da parte del capo ufficio stampa  (Bevington n.d.r.) e non capisco come sia venuto fuori il mio nome - ha detto il tecnico di Pieris -. Perché non dovrei far giocare la mia squadra al Bernabeu? Quella è la mia casa (Capello ha vinto due titoli spagnoli alla guida del Real n.d.r.) e tutti sanno che amo la Spagna. Ho casa a Marbella e considero Madrid una città meravigliosa, dove ho passato due anni indimenticabili". Ed ancora: "Non sono io a decidere dove gioca l'Inghilterra - ha detto  ancora Capello a 'Marca' - la decisione spetta alla federazione, che in questo caso deve mettersi d'accordo con quella spagnola. Non m'importa dove si gioca, ma se sarà al 'Bernabeu' per me è meglio".


Capello scagionato - Immediata la nota della FA che scagiona Capello da qualsiasi responsabilità. La federazione inglese, infatti, affida a un comunicato alcuni chiarimenti sui motivi che hanno portato al veto per razzismo nei confronti dello stadio madrileno. Spiegando che esistono ancora delle trattative fra loro e la federcalcio spagnola sull'opportunità di disputare l'amichevole fra le due nazionali il prossimo febbraio, ma che la decisione di non giocare a Madrid è solo e soltanto della federazione, non di Capello. Questo perché gli insulti razzisti di cui sono stati vittime alcuni giocatori inglesi risalgono al 2004, anno in cui ovviamente Capello non era ancora il ct della nazionale e non poteva avere un'esperienza personale dei fatti. La FA assicura che le trattative con la Spagna continueranno ancora per arrivare a una decisione comune.

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