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20 ottobre 2008

Ecco come avvenne il massacro di Mosca

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Esattamente 26 anni fa, il 20 ottobre 1982, al Lenin Stadium per i sedicesimi di finale di Coppa Uefa tra l'HFC Haarlem e lo Spartak Mosca, si scatenò l'inferno: 360 morti. Stasera su ESPN (canale 216 SKY) un eccezionale documento. GUARDA IL VIDEO

COSI' IN TV SU ESPN

Lunedì 20 ottobre, alle 22.00 (in replica sabato 25 alle 13), ESPN Classic, canale 216 di Sky, propone in prima tv “Il disastro di Mosca”, documentario per la regia di Thomas Blom e Jan Pieter Tuinstra, che ricostruisce le cause di uno dei più grandi disastri della storia del calcio russo.

Esattamente 26 anni fa, il 20 ottobre del 1982, al Lenin Stadium di Mosca (oggi Luzhniki Stadium), teatro dell'incontro d’andata dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa tra gli olandesi dell'HFC Haarlem e i russi dello Spartak Mosca, morirono 67 tifosi (secondo le fonti ufficiali), 360 secondo gli organi di stampa. Dato l’esiguo numero di spettatori, i tifosi russi furono riuniti nell’East Stand, dotato di una sola via d’uscita. A pochi minuti dal triplice fischio finale, con lo Spartak in vantaggio per 1-0, molti tifosi stavano già sfollando quando il secondo gol russo, firmato da Sergei Shvetsov scatenò l’inferno a causa degli scontri tra coloro che stavano abbandonando lo stadio e coloro che volevano rientrare nell’impianto.

Una fatalità secondo le autorità russe cui i parenti delle vittime non danno credito. “Abbiamo l’impressione che la polizia concepisca gli stadi come luoghi di assoluto silenzio, quasi fossero cimiteri. Ci rifiutiamo di essere trattati come bestiame” – questa la macabra premonizione di una delle vittime. La sua denuncia, raccolta in una lettera, è svelata alle telecamere di ESPN Classic dalla madre Raisa Viktorova. Ad alimentare i sospetti interviene anche Sergei Toporov, giornalista del quotidiano sportivo Soviet Sport: “Ancora oggi non sappiamo a quanto ammonta il bilancio delle vittime. Tutti i documenti che potevano fare luce sulle proporzioni del disastro sono stati distrutti: i documenti delle ambulanze, della milizia e degli ospedali. Sappiamo con certezza che molti dei tifosi dello Spartak, presenti allo stadio quel giorno, venivano da fuori Mosca. I loro certificati di morte riportano un’altra causa e un altro luogo di decesso”.

Testimoni oculari del tentativo di insabbiare la verità furono gli stessi giocatori in campo quella sera. Martin Haar, capitano dell’HFC Haarlem, rivela: “Appena finita la partita siamo stati costretti dalla milizia a lasciare subito gli spogliatoi. Ma nessuno ci ha detto quel che stava succedendo”. Anche il compagno di squadra, il portiere Edward Metgod è sulla stessa lunghezza d’onda: “Ci hanno detto di uscire immediatamente. Quando siamo usciti dallo stadio abbiamo visto che per le strade circolavano molte ambulanze a sirene spiegate. Pensavamo fosse successo qualcosa in giro per la città, non certo allo stadio. Abbiamo saputo dell’accaduto solo quando siamo tornati in Olanda”.

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