21 ottobre 2008

Allarme Fifa: abuso di farmaci in due Mondiali

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Il presidente Fifa, Blatter, premia l'Italia per la vittoria del Mondiale di Germania 2006

Uno studio basato sui rapporti redatti da 2.950 medici delle squadre di 32 Paesi che hanno partecipato ai Mondiali del 2002 e del 2006. Consumate 10.384 sostanze, per il 57 per cento integratori alimentari e per il 43 veri e propri farmaci

I giocatori impegnati nelle ultime due edizioni dei Mondiali hanno assunto, in media, un numero di farmaci due volte superiore al limite legale. L'allarme arriva da uno studio del settore medico della Fifa, basato sui rapporti redatti da 2.950 medici delle squadre di 32 Paesi che hanno partecipato ai Mondiali del 2002 e del 2006.

Alcuni giocatori sono arrivati ad assumere cocktail di dieci diversi farmaci. Tra le sostanze più diffuse ci sono antidolorifici, come ibuprofene e aspirina, rilassanti muscolari, anestetici via endovenosa, anti-allergenici e integratori alimentari. Nello studio, gli esperti non si esprimono con certezza sui possibili vantaggi fisici che i calciatori avrebbero potuto ottenere dall'enorme utilizzo di farmaci, sottolineando tuttavia che il fenomeno è delicato e va osservato a lungo termine. "E' possibile che abbiano potuto ottenere una sorta di aumento delle performance dai diversi farmaci assunti", ha detto il dottor Gerard Varlotta, un medico sportivo dell'Istituto di medicina riabilitativa di New York, non connesso allo studio della Fifa.

I medicinali che figurano nei rapporti delle varie Nazionali sono stati tutti assunti 72 ore prima di ogni partita. Complessivamente, nel giro di due edizioni dei Mondiali, sono stati consumate 10.384 sostanze, per il 57 per cento integratori alimentari e per il 43 veri e propri farmaci. Numeri che, scrivono il responsabile del settore medico della Fifa Jiri Dvorak e i suoi colleghi, "sollevano interrogativi sul fatto che i medicinali siano presi solamente per ragioni terapeutiche". Tuttavia, si legge nel rapporto, "non c'è assolutamente alcuna prova scientifica" che un tale uso di farmaci porti "un qualche tipo di aumento di prestazioni". La preoccupazione della Fifa è che "ci siano eccessive prescrizioni di medicinali da parte dei medici delle squadre per uomini adulti che sono sostanzialmente sani".

Ma se la Fifa si mantiene prudente, altri esperti hanno più dubbi sulla salubrità dei cocktail di farmaci assunti dai calciatori. "Se riduci le infiammazioni, tecnicamente i tuoi muscoli lavoreranno meglio", ha spiegato ancora il dottor Varlotta. L'uso sistematico di antidolorifici, in sostanza, riduce la percezione del dolore e può aiutare i giocatori a migliorare le proprie prestazioni. Ma non solo: ci potrebbero essere ulteriori effetti da più medicinali assunti contemporaneamente. "Se si pratica sport ad alto livello - ha aggiunto il medico di New York - i muscoli sono stressati e lo è anche il sistema osseo e questo porta invariabilmente a delle infiammazioni. Questi farmaci tengono lontano il dolore e ti permettono di giocare meglio".

Ad inizio anno, uno studio negli Stati Uniti ha mostrato che dosi quotidiane di ibuprofene o paracetamolo (due principi attivi contenuti nei più diffusi antidolorifici) contribuiscono ad aumentare la massa muscolare. La Fifa, nel suo rapporto, non ha posto l'accento sui legami tra uso di farmaci e risultati sul campo. "Le conclusioni non ci dicono se questi medici hanno o meno un effetto", ha fatto notare il direttore del reparto di medicina dello sporto al Maimonides Medical Center di New York, che ha messo in guardia sui possibili effetti a lungo termine.

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