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17 novembre 2008

In Cina stop alle partite in tv: i giocatori non hanno etica

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Tifosi cinesi sugli spalti

L'ultimo episodio che ha portato alla decisione è l'ennesima rissa che ha visto coinvolti giocatori e tecnici delle squadre di Pechino e Tianjin. La decisione di staccare la spina, spiegano i massimi dirigenti del canale sportivo, non è però definitiva

La tv di stato cinese oscura il campionato di calcio locale. L'emittente pubblica China Central TV (CCTV) ha annunciato il momentaneo stop alla trasmissione delle partite del campionato cinese per la mancanza di etica professionale da parte dei giocatori. La goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo è l'ennesima rissa che la scorsa settimana ha visto coinvolti giocatori e tecnici delle squadre di Pechino e Tianjin. Alla fine del match, fra l'altro, alcuni tifosi della capitale cinese hanno preso d'assalto il pullman del team di Tianjin. In precedenza, il club di Wuhan era stato recentemente escluso dal campionato dopo essersi rifiutato di giocare un match per protestare contro la squalifica di uno dei suoi giocatori.

La decisione di staccare la spina, spiegano i massimi dirigenti del canale sportivo della Tv Centrale Cinese, non è al momento definitiva. Le trasmissioni della Chinese Super League, però, riprenderanno solo quando i giocatori impareranno l'etica. "In questo momento la situazione del calcio in Cina è motivo di grande amarezza  per tutti", dice Jiang Heping, responsabile del canale sportivo della  CCTV, in un'intervista al quotidiano Titan Sports. "Se le cose  dovessero continuare in questo modo si rischia di distruggere l'intero movimento". Il calcio in Cina è uno sport molto popolare, ma il campionato locale deve fare i conti con i 'soliti' problemi: intemperanze del pubblico, corruzione, partite truccate.

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