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30 dicembre 2008

Anche i ricchi piangono, tempi duri per Abramovich

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Roman Abramovich non potrà più operare a mani larghe sul mercato: colpa della crisi finanziaria mondiale che ha ridotto il suo patrimonio

Il patron del Chelsea, investito dalla crisi finanziaria mondiale, sarà costretto a rivedere il budget per il club. Niente più acquisti a cifre folli, più probabile qualche cessione eccellente come quella di Drogba, Moratti è pronto

Il Grande Freddo delle borse fa piangere i ricchi del calcio, ma a remare sono i giocatori. Quelli del Chelsea, soprattutto, che vorrebbero chiesdere a Roman Abramovich cosa significa perdere qualcosa come 14 miliardi di euro. Improvvisamente ci si trova a dover fare sacrifici. Matrimonio rimandato, veglione di Capodanno annullato, budget per i regali più che dimezzato, mance ridotte. A Farne le spese, tra gli altri, sono stati i marinai del mega yacht Pelorus, 115 metri di puro lusso, che non hanno ricevuto la solita gratifica natalizia. Per parenti e amici il magnate russo ha dovuto fare i salti mortali: invece dei 3 milioni di euro spesi nel 2007, ne aveva uno solo.

Anche perché nel frattempo non aveva potuto sottrarsi al dovere patriottico di pagare qualche mese di stipendio (3 milioni e mezzo) al ct della sua nazionale Guus Hiddink. Con Roman piangono tutti i Vip già invitati e poi respinti alla grande festa di San Silvestro ad Aspen, e le popstar prenotate a suon di cache milionari. Tutta colpa della crisi finanziaria mondiale: in un anno le azioni delle sua compagnie Evraz e la Highland Gold, il valore del patrimonio di Abramovich è sceso di 14 miliardi e 400 mila euro: il 70 per cento del capitale. Solo il boss delle acciaierie Vladimir Lisin è messo peggio.

Questo non vuol dire che Abramovich sia rovinato, né che sia costretto ad abbandonare il Chelsea. Sarebbe come pensare che gli Agnelli debbano vendere la Juventus perché il loro patrimonio in un anno si è ridotto dai 3.000 ai 700 milioni. Però uil futuro del club londinese è sicuramente grigio: con un bilancio in rosso che sfiora il miliardo di euro (tutti debiti nei confronti dello stesso Abramovich), le campagne acquisti faraoniche degli scorsi anni se le può scordare, in tempi di ridimensionamento, piuttosto, è più che probabile qualche cessione eccellente. A cominciare da quella di Drogba. Moratti, che non è messo così male, è pronto. Ma Abramovich, che nel Chelsea finora ha investito 210 milioni, l'alternativa per risparmiare un po' ce l'ha: vendere il Pelorus, che rublo più, rublo meno vale la stessa cifra. Con buona pace dell'equipaggio.

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