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26 gennaio 2009

E adesso chiamiamolo pure Raul Madrid

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Raul esulta, tanto per cambiare. Ormai è lui il simbolo delle merengues madrilene

Contro il Deportivo il capitano merengue ha segnato il gol numero 306 con la storica maglia. Miglior marcatore nelle Coppe europee. Nella Spagna. E tra poco anche nel Real, appena dietro a un certo Di Stefano...

Ed ora chiamiamolo pure Raul Madrid. Perché il Real ormai di fatto è lui. E lui il suo destino lo aveva scritto nel secondo cognome, Blanco. Contro il Deportivo ha segnato il gol numero 306 con la storica maglia, appunto, blanca. Quella che hanno indossato Puskas, Santillana e Butragueno, solo per dirne alcuni. Tutti oscurati. Superati, cancellati, non nella memoria ma nelle cifre, da Raul. Che tra poco, farà lo stesso anche con l'ultimo mito che gli è rimasto davanti: Alfredo Di Stefano, fermo a quota 307 reti.

Il sorpasso arriverà quasi sicuramente già in questa stagione. Ed allora il suo nome, il suo volto, ma soprattutto i suoi gol entreranno una volta per tutte nella storia del club. Del suo club. Con cui, poco più che bambino, cominciò in una sera di ottobre del 1994 questa splendida avventura. Per la quale, e questo è il paradosso, tutti i tifosi merengue devono dire grazie anche agli odiati cugini dell'Atletico. Perché è li che Raul, spinto dal padre tifoso, cominciò la sua carriera di calciatore. Ed è da lì, quando Gil decise di smantellare il settore giovanile, che passò al Real. Dove poi ha vinto tutto. Ed ha battuto ogni record.

Miglior marcatore nelle coppe europee. Nella spagna. E tra poco anche nel Real. Ha fatto la storia e non ha ancora 32 anni. Raul Gonzalez Blanco è più di un goleador. Più di un capitano. Per i suoi tifosi lui è il Madrid. Il Raul Madrid, appunto.

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