09 febbraio 2009

Lippi: "Italia-Brasile è calcio vero: il derby del mondo"

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Marcello Lippi ha vinto il Mondiale con l'Italia nel 2006

Il ct degli azzurri alla vigilia dell'amichevole con la Seleçao di Dunga: "Per me è una novità perché non ho affrontato il Brasile mai, sarà una partita di livello fra le squadre più titolate del mondo". Traffico a Londra: l'allenamento slitta di un'ora

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La chiamano la Partita. Con la P maiuscola. Lo dicono i numeri. Perché Italia e Brasile sono le nazionali più titolate: nove Mondiali in due. Nove stelle. Saranno però molte di più quelle in campo all'Emirates Stadium di Londra, il tempio dell'Arsenal consegnato per una notte a una sfida che ha fatto la storia del calcio. Per Lippi è "il derby del mondo". E anche se si tratta solo di una amichevole, è roba da campioni. Come dicono i 60.000 posti sold out e i diritti tv venduti in centocinquantadue paesi con incassi milionari e circa un miliardo di telespettatori. C'è questo ma anche tanto di più dentro la sfida tra gli azzurri e la Selecao di Dunga. C'è il caso Amauri, che alla fine seguirà la sfida davanti alla tv, ma c'è anche il caso Battisti. Cesare, l'ex terrorista che il Brasile ha deciso di "proteggere", negando l'estradizione in Italia. Una polemica politico-sportiva che ha accompagnato i giorni della vigilia. E anche poco prima del fischio di inizio, davanti alla sede della Figc, è annunciata una manifestazione dei giovani di destra per chiedere che i giocatori azzurri scendano in campo con il lutto al braccio come forma di protesta.

"Ma parliamo di calcio- ha chiesto subito Lippi- le altre cose lasciamole a chi deve occuparsene". Pioggia a dirotto, Emirates allagato, traffico in tilt, Nazionale in ritardo, eppure gli azzurri hanno svolto il lavoro della vigilia. Lippi ha detto: "Italia-Brasile un'esibizione? Le esibizioni si fanno al circo. Sarà calcio vero. Mi piace la definizione che ha dato Falcao della partita: è il derby del mondo. Per me è una novità perché non ho affrontato il Brasile mai, sarà una partita di livello fra le squadre più titolate del mondo. Dunga ha chiamato solo giocatori che militano in club europei e non quelli che giocano in Brasile, li conosciamo tutti. Il Brasile è il calcio, ha più di mille giocatori in giro per il mondo, ma noi nel 2006 abbiamo vinto il Mondiale e ce lo siamo meritato in campo."

Il Brasile tatticamente forse sta cambiando con Dunga, si difende di più..." Loro per tradizione giocano un calcio offensivo, ma ora molti stanno in Europa e hanno allenatori più concreti, lo stesso Dunga è concreto. Né il Brasile, né l'Italia giocano come tanti anni fa, nell'82, per esempio: noi siamo più spregiudicati, loro più attenti dietro". Che dice del licenziamento di Scolari? "Incerti del mestiere, è capitato a tutti. Mi è dispiaciuto perché è un tecnico di valore e un mio amico." E di Capello qui in Inghilterra? "C'è Italia-Brasile, parliamo di questo."

Un giornalista italiano che vive in Inghilterra gli dice: "Lo sa che qui quando parlano del calcio italiano non parlano mai di campioni del mondo?". "Forse non se ne ricordano. Io non ci faccio caso." Crede di dover scoprire qualcosa? "Ma cosa volete scoprire, ci conosciamo tutti.Sono bravi, mi dispiace che non ci sia Kakà. Ma basta leggere i nomi... Il Brasile è il più forte del mondo, sempre. Prima dei mondiali lo dissi, poi siamo arrivati noi alla vittoria e in quel momento abbiamo dimostrato di avere giocatori di valore mondiale." Su Maicon prenderà qualche misura... per frenarlo? "Vedremo". Per i suoi, per i nuovi, che partita sarà? "Una iniezione di fiducia per una bella partita." Tutti abili e arruolati? "Qualcuno ha acciacchetti, problemini, ma non c'è nulla di serio." Neanche per la puntura subita da De Rossi da un insetto.

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