09 febbraio 2009

Paolo Rossi: ''Mi sento ancora l'ammazza-Brasile''

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Nella sfida contro il Brasile nei Mondiali del 1982 Paolo Rossi mise a segno una storica tripletta: alla fine fu 3-2, per i verdeoro segnarono Socrates e Falcao

Ventisette anni dopo lo storico 3-2 dell'Italia sulla nazionale verdeoro nei Mondiali del 1982, l'opinionista di SKY confessa: ''Difficile scrollarsi di dosso questa etichetta, la tripletta contro il Brasile rimane un punto fermo nella mia vita''

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"Ancora oggi ho la sensazione di portarmi dentro un'etichetta, che è difficile scrollarsi di dosso e che d'altra parte porto con grande piacere. Quale? Quella di ammazza-Brasile. La tripletta del 5 luglio 1982, al Sarria di Barcellona, rimane un punto fermo, nella mia vita così come nella mia carriera". Quasi 27 anni dopo, il nome Paolo Rossi è ancora una specie di incubo per milioni di tifosi brasiliani, paragonabile solo a quelli di Ghiggia, Schiaffino, Maspoli, gli uruguayani abili a scippare la Coppa Rimet nel '50 a una Nazionale verdeoro che già se la sentiva in tasca.

Qualcuno ha pure pensato di dedicare un libro dal titolo incontrovertibile: 'Tutta colpa di Paolo Rossi'. I tassisti  brasiliani non lo vogliono a bordo. Tutti, giovani e meno giovani, ricordano Paolo Rossi come l'hombre del partido, di  quel torrido pomeriggio trascorso nella capitale catalana, quel 3-2 tutto d'un fiato, altalenante, emozionante, che spianò la strada agli azzurri verso la conquista del loro terzo titolo mondiale, dopo le Rimet '34 e '38.

Paolo Rossi oggi è opinionista di Sky ma, a distanza di  decenni, i brasiliani tremano non appena sentono pronunciare il  suo nome. I tre gol del centravanti pratese azzerarono le  ambizioni di una delle Selecao piu' forti della storia: Zico, Eder, Junior, Socrates, i mostri sacri in maglia verdoro, s'inchinarono ai suoi gol di rapina.

Oggi il 'signor' Rossi, che già aveva espresso la sua opinione sulla sfida di lusso commentando il caso Battisti, ora, complici i ricordi, parla di un'Italia-Brasile "che non è mai  stata una partita amichevole". "Perché - dice - si affrontano  due Nazionali che ci tengono sempre a vincere ed a fare bella  figura". E poi, ci sono dei ricorsi storici particolari. "Secondo me - aggiunge l'ex Pablito - sarà come sempre una  partita combattuta, anche se non conosco benissimo il Brasile di Dunga. Ma non c'è dubbio che, la storia ce lo insegna, Italia-Brasile è una partita con un fascino straordinario".

Non ci sarà Amauri che con Rossi avrebbe forse formato una delle coppie più assortite, nella Juventus e non solo. "Dunga  non ha convocato Amauri, ma ancora non si capisce se il centravanti della Juventus giocherà nell'Italia o nel Brasile - sottolinea il capocannoniere del Mondiale '82 -. Amauri non e'  giovanissimo, dunque non ha parecchi anni a disposizione".

Poi, comincia il viaggio nella memoria e Rossi si apre ai ricordi. "Mi fa piacere portarmi dietro l'etichetta di ''ammazza-Brasile''. Quanti bei ricordi legati alla sfida di Barcellona.... E' bello che i tifosi si ricordino di me per  quella partita, assolutamente importante nel nostro cammino  verso la conquista del Mondiale spagnolo dell'82".

Poi, ancora sul match di Londra: "Italia-Brasile è una partita di interesse primario, ma anche il confronto fra due  scuole diverse: la nostra Nazionale vuole crescere, il Brasile ci tiene a fare bella figura contro i campioni del mondo in  carica. Qualsiasi formazioni schieri, il Brasile ha sempre avuto  una squadra molto forte. La nostra è una buona squadra, che  deve ancora crescere, ci sono delle verifiche da fare su alcuni  giocatori". E per quelle, un gol al Brasile è la controprova  migliore.

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