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11 febbraio 2009

La delusione dei tifosi azzurri: "Non è qui la festa"

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Il Brasile esulta al gol di Elano

QUI LONDRA. Dopo la lezione di calcio del Brasile all'Italia i 15mila italiani presenti all'Emirates Stadium hanno sfogato la delusione nei pub. Viaggio tra i commenti della tribù degli appassionati, tra il metrò che non funzionava e gli sfottò carioca

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di Lorenzo Longhi

da Londra

Gli evanescenti Gilardino e Montolivo sul banco degli imputati, nei commenti dei tantissimi tifosi azurri che, ieri sera, hanno affogato la delusione nei pub di Londra. Perché il primo tempo dell’Italia non è piaciuto ai circa 15mila italiani presenti all’Emirates, che invece hanno promosso a pieni voti Giuseppe Rossi. "Deve giocare titolare", "È il partner perfetto per Toni", "Era l’unico in campo a metterci un po’ di fantasia": di questo tenore i commenti raccolti nell’immediato dopopartita tra i chioschi di sandwich e fish and chips di Gillespie e Holloway road, presi d’assalto alla fine della partita nella nottata londinese.

Osare di più, insomma: questo i tifosi azzurri avrebbero voluto vedere dall’Italia ("E comunque come si fa a prendere un gol come il secondo, dove guardava Pirlo?", chiede retoricamente un tifoso con il berretto del Napoli), anche se non manca qualcuno che se la prende con l’arbitro, l’inglese Webb, per l’annullamento del gol iniziale di Grosso "che avrebbe cambiato tutto". E così il celeberrimo “Popopopo”, anche a causa delle parate di Julio Cesar che hanno inorgoglito almeno gli interisti, nel finale, ha resistito nei cori degli italiani solamente sino a prima della gara. Perché, al termine, la festa è stata di altri. Ovvero dei tifosi brasiliani.

Molti dei quali, dopo la partita, sono rimasti per circa un’ora a cantare e ballare fuori dall’Emirates (nessuna precipitazione e temperatura accettabile, alla faccia delle previsioni che promettevano neve), in un tripudio verdeoro che si è dissolto solamente poco prima delle 23, quando i tifosi si sono diretti verso la metropolitana - poco prima della chiusura - per andare a festeggiare nella zona di Westminster, tra gli inglesi e i turisti più divertiti che scocciati.

A parte, forse, i tifosi del Manchester United (che anche a Londra non mancano), rosiconi per una sera: la vittoria del Brasile ha infatti portato le firme di Elano e Robinho, le stelle del Manchester City. Eppure, per diverse centinaia di tifosi brasiliani, la serata non era iniziata nel migliore dei modi. Molti di loro si erano dati appuntamento a King’s Cross-Saint Pancras (crocevia di cinque linee della metropolitana londinese), salvo poi essere costretti ad uscire dalla stazione metro, verso le 18.15, evacuata per un allarme dovuto ad una malfunzionante segnalazione semaforica sulla Piccadilly line, un problema che ha causato ritardi sulla linea e la chiusura di un paio di stazioni per qualche decina di minuti. Assalto agli autobus, congestionati come non mai, per i più fortunati, lunga camminata e arrivo all’Emirates appena in tempo per il fischio d’inizio per gli altri.

Gran parte degli italiani rientrerà in patria fra oggi e domani. Ma, tra due settimane, Londra si prepara ad un’altra invasione, per la Champions: martedì 24 febbraio da Roma arriveranno circa 3000 tifosi giallorossi, il giorno dopo saranno approssimativamente 2000 gli juventini che raggiungeranno la capitale inglese. E c’è già chi, negli ambienti della polizia londinese, nutre qualche timore per questo incrocio.

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