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23 marzo 2009

Messi&Maradona rivoluzionari di sinistro: destini incrociati

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Messi, il nuovo Maradona: quante somiglianze fra i due assi argentini

Iniziarono a giocare prestissimo, tutti e due nella squadra del proprio padre, in Argentina. Entrambi mancini, entrambi al Barcellona, entrambi autori di gol memorabili. Ecco perché la Pulce e il Pibe si somigliano come due gocce d'acqua

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E' come me, disse un giorno Maradona: Leo è mancino, ha vinto un mondiale under 20, e ha segnato un gol con la mano senza farsi scoprire. Era il del 9 giugno 2007, derby contro l'Espanyol, fu il Pibe de Oro a rispondere con semplicità a chi si chiedeva se Messi fosse il suo successore. Lo avevano pensato in tanti vedendo quel gol, ma ogni paragone col giocatore del secolo era rischioso, inopportuno, spudorato addirittura.

E' solo un gol, un gol come un altro commentò Messi, senza pentirsi, come fu per quella mitica mano de Dios contro l'Inghilterra, scorretto e geniale. Rispose Messi, con pudore: io non sono Maradona, lui è unico e  non intendo emulare i suoi gol. Eppure tanti ce ne sono di simili, stessa furia, come contro l'Almeria, davanti ai difensori senza coscienza.

Iniziarono a giocare prestissimo, tutti e due nella squadra del proprio padre, in Argentina. Con la nazionale Maradona vinse il mondiale Under 20 a 19 anni, Messi ne aveva solo 17. Fu portato in Spagna per un problema all'ormone della crescita, il Barcellona gli pagò le cure mediche, alla stessa età Maradona giocava in Argentina, con meno opportunità di mostrarsi al mondo.

Al Barça Diego arrivò che aveva già 22 anni. Deluse le aspettative, per via del famoso incidente alla caviglia rimase fermo per mesi. Messi al Barcellona segnò il suo primo gol nella Liga a 17 anni, nessuno c'era mai riuscito fino allora. Oggi a 24 ha vinto due campionati spagnoli, due supercoppe di Spagna e una Champions League. Maradona alla stessa età aveva vinto un campionato argentino col Boca,  La Coppa del Re, la Coppa di Lega e la supercoppa di Spagna.

Fu quello che venne dopo a renderlo una divinità, perché il Maradona santificato a Napoli vinse quasi da solo, come nel mondiale del Messico. Messi gioca tra i campioni, Maradona era già abbastanza. Ha conosciuto Fidel Castro e gli è diventato amico, mentre cercava di disintossicarsi, a Cuba. Ha incontrato Chavez, ha un tatuaggio di Che Guevara, nato a Rosario nel Mese di giugno, come Messi. Maradona è il cittì, se Messi vincerà il mondiale lo porterà ancora più lontano.

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