15 aprile 2009

Russia, ecco la nuova frontiera dei nababbi del pallone

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Guus Hiddink e Roman Abramovich: l'allenatore del Chelsea ha allenato anche la nazionale russa

Da Advocaat a Zico passando per Hiddink: milioni di euro d'ingaggio per giocatori e allenatori. Il calcio russo accoglie ormai da 15 anni circa, grazie anche ai petroldollari dei ricchi proprietari dei club, le superstar del calcio internazionale

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Da Advocaat a Zico passando per Hiddink. Fino a poco tempo fa andare a giocare o allenare in Russia non era certo l'ambizione di un calciatore o di un tecnico affermato. Adesso invece, oltre ai Paesi Arabi, è la nuova frontiera di tanti protagonisti del pallone.

In particolare l'olandese Guus Hiddink, apprezzato tecnico della nazionale russa, ha ottenuto proprio ieri un grande successo con il Chelsea - di proprietà del magnate russo Roman Abramovich - qualificandosi per la semifinale di Champions League a spese del Liverpool. Ma è sulla cresta dell'onda anche il suo connazionale Dick Advocaat che nel 2008, alla fortunata guida dello Zenit San Pietroburgo, ha guadagnato oltre 3 milioni di euro oltre ai premi per le vittorie in Coppa Uefa e Supercoppa  europea. Il calcio russo accoglie ormai, grazie anche ai petroldollari dei ricchi proprietari dei club, un gran numero di giocatori stranieri che arrivano con la speranza di potersi affermare in Europa e, nel frattempo, guadagnare un bel po' di soldi.

"Guadagno 10-15 volte in più che al Palmeiras" ha dichiarato l'attaccante brasiliano del Cska Mosca Vagner Love, capocannoniere, lo scorso anno, del campionato russo e in questa  stagione della Coppa Uefa (11 gol). Rimanendo a Mosca, basta spostarsi sul fronte Lomokotiv per  trovare tra gli emigrati anche l'ex portiere di Atalanta, Roma e  Reggina, Ivan Pelizzoli. In Russia dal 2007.

I club della Premjer Liga, questo il nome del massimo torneo di calcio russo, hanno cominciato ad ingaggiare calciatori stranieri dal 1995, anno in cui arrivarono a Nijni Novgorod due giocatori brasiliani. L'arrivo degli stranieri (tanti i sudamericani) è stato favorito dalla sentenza Bosman e dalla disponibilità a spendere da parte delle società russe (il colosso petrolifero Gazprom è proprietario dello Zenit, mentre  il Cska in passato ha ricevuto un importante finanziamento dalla Sibneft, società petrolifera in quegli anni di proprietà di Abramovich).

I calciatori stranieri inoltre vedono l'esperienza in Russia come un trampolino verso una eventuale carriera in un grande campionato europeo, come è capitato all'argentino del Bordeaux Fernando Cavenaghi e al serbo del Manchester United Nemanja Vidic, che hanno militato entrambi nello Spartak Mosca. O come hanno fatto il difensore del Liverpool Martin Skrtel, l'attaccante croato dell'Amburgo Ivica Olic e quello brasiliano del Manchester City Joao Alves.

Tra gli allenatori, oltre ai già citati Hiddink e Advocaat, in passato hanno tentato l'avventura russa anche l'ex allenatore di Parma e Perugia Nevio Scala e Artur Jorge, ex tecnico di Benfica e Paris Saint-Germain. E' invece storia recente, di questa stagione, l'ingaggio del brasiliano Zico, alla guida del Cska, per 3,5 milioni di euro: la stessa cifra offerta lo scorso anno dallo Spartak Mosca al danese Michael Laudrup per assicurarsi le sue prestazioni in panchina.

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