16 giugno 2009

Che brutta Seleçao, il Brasile del quadrato magico dov'è?

print-icon
con

Ancora di testa, ancora su calcio da fermo: il romanista Juan ha appena portato a 3 le reti del Brasile

PIERLUIGI PARDO, inviato di SKY Sport alla Confederations Cup, racconta il grigio esordio dei verdeoro con l'Egitto, punito in extremis solo da un rigore di Kakà. Che parla persino in italiano all'arbitro: "L'ha presa di mano!".

COSI' LA CONFEDERATIONS CUP SU SKY SPORT

CONFEDERATIONS, ENTRA NEL FORUM DEGLI AZZURRI

di PIERLUIGI PARDO

I giocatori egiziani passano in zona mista tutti insieme, cercando chi voglia intervistarli. Al di là della tv del loro Paese è un’impresa che non riesce. Eppure lo meriterebbero, per lo schiaffo che stavano dando al Brasile del sergente Dunga e alla sua autostima.

In corsa per un risultato storico fino alla fine, con Zidan, senza la “e”, talento del Borussia Dortmund, capace di rovinare la serata di Julio Cesar. “E’ comunque meglio Ibra”, mi dice Julio, mettendosi a ridere, con la faccia del bravo ragazzo che sa di aver passato un pomeriggio complicato. Il Brasile dietro balla paurosamente, con Lucio-Juan coppia incerta, Kleber e la sua fase difensiva simbolica e Dani Alves che sembra stanco.

Dunga si agita con addosso un discutibile maglione a collo alto. Alla fine ci pensa Kakà, con il rigore decisivo. E’ lui a convincere, in italiano, l’arbitro Webb. “Con la mano, l’ha presa di mano”, urla. Pensa e parla ancora nella nostra lingua, evidentemente. Poi segna il 4-3. Il Brasile del quadrato magico non c’è più. Con Ronaldo che tenta l’ennesima resurrezione, Ronaldinho che si riposa pensando al Milan, Adriano che lavora per risolvere problemi più grandi, rimane solo Kakà. Mai come adesso decisivo, l’unico fuoriclasse di questa Seleçao, stanca per i troppi aerei e grigia come il maglione di Dunga.

Premier League 2017-2018

Tutti i siti Sky