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24 giugno 2009

Facce normali queste Furie Rosse. Eppure sono in semifinale

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L'esultanza dello spagnolo David Villa

PIERLUIGI PARDO, inviato di SKY Sport alla Confederations Cup, presenta la sfida Spagna-Usa. Fari puntati sui campioni d'Europa: "Xavi non ha certo il fisico da supereroe, ma da un anno è uno dei migliori centrocampisti al mondo"

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di PIERLUIGI PARDO

Da Pretoria a Bloemfontain sono 450 km di strada buona. All'andata è tutta discesa. Terra di altipiani. Sole d'inverno. Secco. E nuvole leggere all’orizzonte. Infatti piove, più a sud, sull'allenamento spagnolo. Vigilia della semifinale. Può essere la partita del record mondiale con il trentaseiesimo risultato utile consecutivo che sembra scritto, contro gli Stati Uniti. Potevamo esserci noi, qui.

Li guardi in faccia e ti sembrano normali. Xavi non ha certo il fisico da supereroe, eppure da almeno un anno è il migliore centrocampista europeo. Iniesta che, infortunato non è qui, sarebbe perfetto per "Giocatori Brutti Channel" di Gene Gnocchi. Con Xabi Alonso e Fabregas, Riera e Marcos Senna, anche lui assente, sono la forza tranquilla del migliore centrocampo al mondo, motore di una squadra pazzesca che vince sempre, dal 22 giugno 2008, quando contro di noi, a Vienna, finì zero a zero. Quei calci di rigore chiusero il nostro europeo e cambiarono il loro destino. Quella sera giocammo quasi alla pari. Un anno dopo loro sono ancora più forti. Noi tristi e involuti, incapaci addirittura di qualificarci.

Si presentano in tre in conferenza stampa, oltre a Del Bosque, che ammette la sorpresa per aver visto l'Italia crollare così. Parlano senza ipocrisie. “Siamo i favoriti contro gli Usa”, dicono. Disponibili. Eppure i giornali e le tv spagnole sono invadenti almeno quanto le nostre. Sorridono, come i brasiliani. Quello che noi, evidentemente, non sappiamo più fare.

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