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26 giugno 2009

Bafana vicini alla leggenda col gigante bianco Booth

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sud

La punizione di Daniel Alves non lascia scampo ai sudafricani: in primo piano salta il gigante Booth

PIERLUIGI PARDO, inviato di SKY Sport alla Confederations Cup, racconta l'ululato d'amore di bianchi e neri per la Nazionale che ha rischiato di superare i maestri del Brasile. Con un grazie particolare al giocatore simbolo della Riconciliazione

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di PIERLUIGI PARDO

Forse si può vincere anche perdendo. Nonostante la sberla di Daniel Alves le “vuvuzuelas” strombazzano orgogliose. I “Bafana Bafana” non erano mai stati così vicini ai maestri del calcio. Se solo avessero avuto un attaccante vero, forse avrebbero scritto una storia diversa.

La gente qui è comunque felice. Urla “Happy” battendo le mani allo stadio, balla e canta. L’orgoglio africano vola alto. Quattordici anni dopo il trionfo degli “Springbocks” campioni del mondo di rugby, sport bianco per tradizione, anche il “soccer” strappa sorrisi. Di bianco qui c’è solo Booth.

Ogni volta che tocca il pallone è un ululato d’amore, non di razzismo. Gli vogliono bene tutti perché è il gigante, perché combatte fino alla fine. Come questo Sudafrica che a un anno dal Mondiale deve ancora lavorare molto, in campo e fuori, ma intanto ha inviato un messaggio preciso al mondo. Tutto è possibile. Nel luogo del mondo dove trent’anni fa c’era l’apartheid, oggi c’è una squadra sola e una nazione unita. Che per poco non faceva piangere il Brasile.

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