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02 agosto 2009

Ancelotti: "Io e Mou amici? Forse da pensionati"

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Carlo Ancelotti sulla panchina del Chelsea cercherà di fare meglio di José Mourinho

In un'intervista al Times il tecnico del Chelsea ironizza sul rapporto che lo lega al portoghese: "Per ora siamo soltanto colleghi, in futuro chissà". Sulla squadra: "Tratto i miei gioicatori da uomini, non controllo la loro vita privata"

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"Mourinho è un mio collega, non un amico. In futuro, chissà...". Carlo Ancelotti da poche settimane è il nuovo manager del Chelsea e con la formazione londinese proverà a vincere la Champions League. Se porterà i blues al trionfo europeo, oscurerà il nome di José Mourinho nella storia del club di Stamford Bridge: con il Chelsea, il portoghese ha vinto solo al di là della Manica.

Il "Sunday Times" stuzzica Ancelotti sul rapporto che lo lega, si fa per dire, all'attuale allenatore dell'Inter. "Mourinho è un collega, non un amico. Io ho amici al di fuori del calcio, lui è solo un collega e come tale lo rispetto", dice il tecnico emiliano, che nella scorsa stagione è stato protagonista di ripetuti botta e risposta con il portoghese, in un lungo derby verbale tra Milan e Inter. "Amici? Forse in futuro, quando io avrò finito la mia carriera e quando lui avrà finito la sua - dice Ancelotti lasciando aperto uno spiraglio -. A quel punto potremo ricordare tutti i nostri incontri".

La pazienza, del resto, è una qualità che non manca all'attuale manager del Chelsea. "Mio padre aveva un piccolo appezzamento, ha lavorato la terra per 50 anni. Produceva latte che veniva utilizzato per fare il parmigiano, D'estate lo aiutavo, mungevo le mucche e potavo gli alberi. Lavorare nei campi mi ha insegnato una grande lezione: aspettare, avere pazienza", dice Ancelotti.

Ancelotti ha costruito i suoi successi a partire dall'instaurazione di un rapporto franco con la squadra: "Io non mi arrabbio con i miei giocatori, discuto con loro, propongo loro qualcosa. Li tratto da uomini, non controllerò mai la loro vita privata". Ed ancora: "Come allenatore, con i miei calciatori voglio una relazione allo stesso livello".

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