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03 agosto 2009

Mutu sul risarcimento chiesto dal Chelsea: sentenza ingiusta

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Mutu-Chelsea, il braccio di ferro continua. L'attaccante della Fiorentina non è intenzionato a sborsare i 17 milioni di euro chiesti dal Chelsea

Lo sfogo dell'attaccante della Fiorentina dopo il pronunciamento del Tas di Losanna che ha confermato la multa da oltre 17 milioni di euro fissata a suo tempo dalla Fifa. Nel 2004 il club inglese lo licenziò per averlo trovato positivo alla cocaina

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Rispetto per la sentenza del Tas di Losanna ma consapevole di trovarsi davanti ad una decisione "profondamente ingiusta", da qui l'intenzione di far valere i propri diritti anche come cittadino europeo. Adrian Mutu ha affidato all'Ansa un lungo comunicato per esprimere i propri pensieri pochi giorni dopo il pronunciamento del Tas di Losanna che ha confermato la multa da oltre 17 milioni di euro fissata a suo tempo dalla Fifa come ''risarcimento danni'' al Chelsea. Nel 2004 il club inglese licenziò l'attaccante rumeno dopo che questi fu trovato positivo alla cocaina al termine di un test a sorpresa e quindi  squalificato per 7 mesi.

"In relazione alla recente sentenza del Tas di Losanna - scrive Mutu - esprimo in primo luogo il mio rispetto per la sentenza così come per qualsiasi provvedimento emanato da autorità di carattere giurisdizionale. Non posso al contempo esimermi dall'esercitare il mio libero adiritto di critica nei confronti di un pronunciamento che appare profondamente ingiusto per me ma anche per l'ordinamento sportivo più in generale. I profili di giustizia - continua Mutu - sono immediatamente visibili nella sproporzione o per meglio dire nella 'enormità della sanzione rispetto al fatto in contestazione nonché alla mia posizione nell'ordinamento sportivo internazionale.

Ritengo di aver già duramente pagato per un errore giovanile rispetto al quale mi separano  attualmente anni luce come uomo e come calciatore. L'errore, a mio avviso, non può oggi, a distanza di molto tempo, essere  posto a base di una pretesa risarcitoria che sembra prevaricare perfino l'ambito della sanzione sportiva in considerazione di  scelte di risoluzione di contratto della società Chelsea che furono del tutto unilaterali".

"Sono un uomo di sport ma anche principalmente un cittadino dell'Unione Europea - prosegue il fuoriclasse della Fiorentina e della Nazionale rumena - e ritengo che la giustizia sportiva, pur nella sua legittima autonomia, debba in ogni caso rispettare i principi e i diritti fondamentali della Comunità alla quale  liberamente aderiamo. Valuterò quindi anche in questo ambito, sempre nel rispetto delle regole sportive, ogni iniziativa per tutelare i miei diritti. Ringrazio la società Fiorentina, i suoi dirigenti, i compagni e i tifosi per la solidarietà espressa e assicuro che continuerò a battermi con rinnovato impegno per il mio e il loro onore".

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