10 agosto 2009

Maradona: "E' più facile parlare con Obama che con Messi"

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Diego Armando Maradona osserva, da lontano, i suoi due gioielli Aguero e Messi

Nemmeno il ct dell'Argentina riesce a contattare con facilità il fuoriclasse del Barcellona e della Nazionale albiceleste: "Non l'ho sentito negli ultimi tempi. Ho saputo che sta disputando un buon precampionato, buono a sapersi"

"E' più facile parlare con Obama che con Messi". Nemmeno Diego Armando Maradona, ct dell'Argentina, riesce a contattare con facilità Leo Messi, superstar del Barcellona e della Nazionale albiceleste. "Non l'ho sentito negli ultimi tempi. Ho saputo che sta disputando un buon precampionato, buono a sapersi", dice il commissario tecnico in un'intervista al sito della Fifa. Il contributo di Messi sarà fondamentale nella corsa alla qualificazione ai Mondiali 2010. La sfida con il Brasile, in programma il 5 settembre, sarà una tappa fondamentale.

"So che la gara con il Brasile ci darà la qualificazione. Da lì andremo in Paraguay con molte chance di vittoria. Se Dio vuole, potrò avere tutti i giocatori a disposizione per 20 giorni prima dei Mondiali. In questo modo ci prepareremo per avere grandi possibilità  di vincere la Coppa", aggiunge. La mancata qualificazione non è un'ipotesi da prendere in considerazione: "Un Mondiale senza Argentina non sarebbe un Mondiale, non avrebbe colore". Il Pibe vive il proprio lavoro in maniera quasi maniacale. Si sveglia di notte per annotare "schemi su punizione o calci d'angolo". Il lavoro di ct "è duro. Mi divertivo molto di più quando ero un giocatore, ma non scappo davanti alle mie responsabilità".

"Ho battuto un rigore contro Fidel Castro. E ho fatto gol". Diego Armando Maradona descrive l"esperienza più folle" nel corso dell’intervista. "Ho mostrato a Fidel Castro come tiravo i rigori", dice il commissario tecnico dell'Argentina, amico del lider maximo cubano. "Gli ho detto: 'Guarda il portiere. Se ti muovi prima di lui, ti  parerà il tiro. Se lui si tuffa prima del tiro, bisogna solo mettere la palla dall'altra parte"', dice Maradona prima di svelare altr  retroscena della chiacchierata. "Fidel ha cominciato a spostare le sedie e ha detto: 'Dai, tira un rigore contro di me. Fammi vedere'. Hanno portato un pallone e io ho detto: 'Questa è la porta, mettiti al centro'. Provate solo ad immaginare la scena: io che calcio un rigore contro Fidel Castro, pazzesco!".

L'illustre portiere non ha avuto fortuna. "E' rimasto lì e ho segnato", dice Maradona. "Lui ha continuato a fare domande, voleva sapere come mettessi il piede. 'Va così e basta, maestro', gli h  detto", prosegue. "Lui -dice ancora il Pibe - ha detto che era  semplice, era solo questione di guardare il portiere. Si sarebbe allenato calciando rigori su un campo vero". Dopo la lezione sui calci di rigore, "ci siamo seduti a parlare di politica per 6 o 7 ore senza alcun problema, ho riso come un pazzo: è una leggenda vivente, al mondo nessuno ha il suo carisma. Nessuno, nemmeno il Papa".

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