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26 agosto 2009

Maradona: "Argentina-Brasile è come una finale di Champions"

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Maradona e Pelè e il dubbio amletico del calcio. Chi è il più grande di tutti?

El Pibe de oro il 5 settembre affronterà i verdeoro per la prima volta da allenatore: "Sarà un match vitale per le nostra qualificazione. Gli toglierei Kakà, loro a noi Messi. Io e Pelé? Lui ha vinto Mondiali e tutto ma giocare in Europa è un'altra cosa"

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Il Brasile "del calcio allegro e affascinante" contro l'Argentina "conosciuta per l'agonismo e per i buoni giocatori". Il 5 settembre le due squadre si scontreranno nel match di qualificazione ai Mondiali sudafricani e il ct della Seleccion Diego Armando Maradona, intervistato da fifa.com, descrive così le differenze tra la sua nazionale e quella verdeoro. "Credo che nessuno sia migliore dell'altro - aggiunge l'ex Pibe de Oro -. Argentina-Brasile è un classico del calcio sudamericano, come una finale di Champions o di un campionato Europeo".

Tra tutti i giocatori a disposizione di Dunga, Maradona ammette che gli piacerebbe avere dalla sua parte Kakà: "E' uno che da solo può cambiare le sorti del match - spiega -, mentre sono convinto che loro prenderebbero Messi". Il ct argentino poi sfoggia le sue migliori doti sul dribbling quando gli viene chiesto di formulare un pronostico sul match del 5 settembre: "Non credo ai pronostici. Posso solo dirvi che sarà un match vitale per le nostra qualificazione".

Maradona svela poi un retroscena che si cela dietro alla sua espulsione nel corso del Mundial '82 (il primo della sua carriera), quando dovette abbandonare il campo nel match contro i verdeoro per via di un calcio rifilato a Joao Batista da Silva: "Quel calcio non era per lui ma per Falcao che dopo il 3-1 ha cominciato a prenderci in giro - sorride l'ex Pibe de Oro -. Mi sono arrabbiato e ho dato un calcio ma quando ho visto Batista a terra gli ho chiesto scusa". 

Argentina-Brasile porta alla mente anche l'eterno dualismo Maradona-Pelé: "Io ho giocato per dieci anni nel calcio europeo e lui in quello sudamericano - sottolinea il ct argentino -. Sì è vero, lui ha vinto Mondiali e tutto ma giocare in Europa è un'altra cosa. Con questo comunque non voglio dire di essere migliore di Pelé". Pur professando equilibrio l'idolo dei tifosi napoletani ricorda che quando lui ha giocato in Spagna e in Italia "c'erano dei veri e propri cani da guardia che non ti lasciavano mai da solo". Infine la stoccatina con il sorriso a Pelé: "Comunque c'è stato un voto in proposito e lui è arrivato dietro di me. Lo stesso è avvenuto quando in un altro sondaggio è arrivato dopo Ayrton Senna. Penso che dovrebbe smetterla con questi secondi posti".

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