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26 settembre 2009

Idea del fisco: orecchini di Maradona in vendita su e-bay

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Diego Armando Maradona in una foto datata 10 febbraio 2009: sorridente e munito di orecchini

Base d'asta: 4.000 euro. E, nei documenti di accompagnamento, anche il verbale con la firma autografa del "Pibe de oro". Sarebbe questo il modo in cui fisco e guardia di finanza hanno pensato di valorizzare i gioielli confiscati a Diego

Gli orecchini sequestrati dal fisco a Diego Armando Maradona potrebbero essere presto messi in vendita con una asta telematica, molto probabilmente su E-bay. Con un obiettivo chiaro: massimizzare gli incassi dell'erario. Potrebbe essere questa - secondo quanto si è appreso - la modalità attraverso la quale Equitalia, la società per la riscossione che insieme alla Guardia di Finanza ha portato a termine l'operazione, potrebbe cedere l'orecchino pignorato la scorsa settimana al campione argentino. E sarebbe la prima volta che il fisco usa questa procedura. Per una scelta definitiva, secondo quanto si è appreso, la società starebbe valutando tutti gli aspetti relativi alla sicurezza dell'incasso. Ma già da una prima ricognizione, comunque, non sembrerebbero esserci ostacoli normativi all'utilizzo del canale telematico.

"Per la rilevanza del personaggio e quello che può essere il valore dell'orecchino pignorato che va oltre il reale valore del gioiello - spiegano a Equitalia - vorremmo provare a utilizzare l'asta telematica per la vendita all'incanto. E' evidente che, per il pagamento, qualora l'asta andasse a buon fine, prenderemmo tutte le precauzioni necessarie a garanzia del buon fine dell'operazione". Non è la prima volta che il fisco mette in vendita beni confiscati a Maradona. Era già accaduto nel 2006 quando vennero messi all'asta due orologi Rolex: vennero acquistati per complessivi 11.000 euro da due tifosi napoletani per restituirli al campione. L'ultimo sequestro è invece cosa recente. La scorsa settimana Maradona ha preso una vacanza dagli impegni di Ct della nazionale Argentina ed è volato in Italia, a Merano, per un soggiorno-salute, finalizzato a perdere i chili in eccesso. Ad "alleggerirlo" ha però pensato il Fisco al quale il "Pibe de Oro" deve circa 36 milioni di euro tra tasse evase e interessi maturati. I funzionari di Equitalia e gli ispettori della Guardia di Finanza hanno preparato meticolosamente l'operazione e hanno così notificato a Maradona la richiesta economica, pignorando contestualmente l'orecchino, grazie anche ad un tempestivo ok del tribunale di Bolzano.

"Equitalia, tribunale e Guardia di Finanza hanno operato con sinergia e celerità", spiegano ad Equitalia. La procedura per il pignoramento è certamente complessa e può riguardare molte tipologie di beni mobili, tradizionalmente un televisore, ma anche oggetti d'oro e d'argento che - stabilisce la normativa - "non possono essere in nessun caso venduti per un prezzo inferiore al valore intrinseco". Così l'orecchino sequestrato, dopo essere stato sigillato, è stato depositato nella Cancelleria ed è poi stato stimato da uno specialista: vale 4.000 euro, ma il prezzo che si potrebbe spuntare, vista la notorietà dell'ex proprietario, potrebbe essere molto più alto. La normativa stabilisce che la vendita debba essere annunciata con un annuncio affisso nella casa comunale per almeno cinque giorni prima dell'incanto. E' un adempimento che non impedisce una vendita telematica, per la quale, c'è da giurarci, non mancherà un'adeguata pubblicità. Tra l'altro l'orecchino, per comprovarne la provenienza, sarà accompagnato da una copia del verbale di confisca, controfirmato da Maradona, un autografo che certo l'allenatore della nazionale argentina avrebbe volentieri fatto a meno di scrivere ma che potrebbe aumentare ulteriormente il valore dell'orecchino.

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