29 settembre 2009

Fermi tutti, parla Kakà: "Ecco perché sono partito"

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Ricardo Izecson dos Santos Leite, per tutti "Kaká"

Stasera su SKYSPORT da non perdere lo speciale realizzato da Alessandro Alciato: “Esclusivo, parla Kakà”, trenta minuti in cui l’ex giocatore del Milan si confessa a tutto campo, in esclusiva, ai microfoni di Sky. IL TESTO E IL VIDEO

GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE (3 CLIP) A KAKA'

Martedì 29 settembre 2009, alle 23.30, al termine del post partita di Champions League, andrà in onda su Sky Sport 1 HD un’intervista esclusiva al campione brasiliano del Real Madrid, Kakà. “Esclusivo, parla Kakà”: trenta minuti in cui l’ex giocatore del Milan si confessa a tutto campo, in esclusiva, ai microfoni di Sky. Lo speciale verrà riproposto anche mercoledì 30 settembre alle 11, alle 19.30 e alle ore 00.30, sempre su Sky Sport 1 HD, alle  15.45 su Sky Sport Extra, alle 18 e alle ore 22.45 su Sky Sport 3 HD. Ecco il testo.

Come si vive da “galactico”?
"Questo è un termine che noi cerchiamo di evitare perché c’è già stata l’era dei “galactici” qui, con Ronaldo, Zidane, Figo. Questo è un altro gruppo, sono altri giocatori, anche noi vogliamo fare la storia. Loro l’hanno già fatta, adesso la vogliamo fare noi”.

Se non siete “galactici” cosa siete?
“Siamo grandi giocatori che fanno parte di una grande squadra, di una grande società, però stiamo ancora cominciando, anche se abbiamo vinto, tanti giocatori hanno vinto con le loro squadre, adesso siamo arrivati qui da zero. Io, Cristiano Ronaldo, Benzema, diciamo questi nuovi che sono arrivati, partiamo da zero; Raul e gli altri che hanno vinto tanto qui, saranno quelli che ci daranno le dritte e le motivazioni per vincere con questa squadra”.

La gioia provata segnando il primo gol al Bernabeu a cosa è paragonabile?
"È difficile, spiegare l’emozione di un gol è molto difficile, poi ci sono sempre delle motivazioni diverse. Questa volta ho segnato il calcio di rigore in trasferta, il primo gol al Bernabeu in un’azione normale, tante motivazioni per un gol molto importante per me”.

Sei passato dall’essere la luce al Milan, ad essere uno come tanti in mezzo a tutti questi campioni del Real Madrid: com’è stato questo passaggio? Duro da digerire?
“Non è una cosa difficile perché anche in Nazionale è stato così, la Nazionale brasiliana ha sempre avuto grandissimi giocatori; nel Milan, quando sono arrivato, era in questa maniera. Per me fare parte di un grande gruppo, di un grande progetto è una cosa già molto importante. Conosco la mia responsabilità, so quello che posso fare, questo assolutamente non è un problema”.

È più bello in Italia o è più bello in Spagna?
“È diverso, non posso dire che uno è diverso dall’altro. Io ho vissuto sei anni meravigliosi in Italia, con una grandissima società, ora sono da due mesi in Spagna, sono molto contento e spero di vivere tante emozioni come le ho vissute in Italia”.

C’è un giocatore che ti ha colpito più degli altri, che non ti aspettavi così forte, qui a Madrid?
“Questa squadra è un grandissimo talento, ci sono giocatori che possono decidere la partita in qualsiasi momento. Se devo dire un giocatore che mi ha colpito, direi Guti, perché è molto molto intelligente, adesso stiamo giocando insieme tante partite, può essere un giocatore molto importante per questa squadra. Poi, certo, è inutile dire le caratteristiche di tutti gli altri”.

Quante donne ha Cristiano Ronaldo?
“Questo non lo so, per ora penso che stia tranquillo, con noi è sempre molto tranquillo, è sempre molto allegro, gioca e scherza. È un ragazzo tranquillo, si sono create molte cose intorno a lui, ma con noi è sempre molto tranquillo. Poi, queste cose particolari certamente non le so”.

Il Real Madrid, dall’esterno, più che una squadra sembra una cassaforte: crea un po’ di disagio a voi giocatori, in questo momento di crisi generale, parlare di cifre così alte?
“Per noi no, perché penso che ognuno sa le cose che può fare, gli investimenti che può fare, anche se è un momento di crisi. Se il Real Madrid riesce a gestire le sue cose in questa maniera, avendo tutti questi fondi, vuol dire che anche la gestione del club è stata fatta bene, in un momento di crisi. Per questo, per noi non è assolutamente un problema. Certo che c’è questa responsabilità: si è formata una grande squadra, una squadra che deve dare dei buoni risultati, ma questa non è una responsabilità negativa, è una motivazione positiva”.

Tu sei l’uomo da 70 milioni di euro
“Sono cose che fanno effetto a volte. Sono passato dal San Paolo al Milan per 7, adesso dieci volte di più, sono cose che succedono nella vita, è una cosa bella per me”.

C’è chi è costato di più: Ibrahimovic al Barcellona. La senti questa sfida a distanza con lui?
“No, c’è anche un mio compagno che è costato di più, quindi non c’è molto questa sfida. Poi, Ibra è sempre stato uno con cui ho avuto un buon rapporto, mi auguro che lui possa far bene nel Barcellona, come sta facendo, non contro il Real, ma spero che possa fare bene. Non solo lui, anche Maxwell, anche lui è un mio amico, gli auguro tutto il bene”.

Per la Liga è un discorso chiuso: Real o Barca?
“Siamo partiti molto bene. Il campionato è molto lungo, succederanno tante cose. Per il campionato, ho imparato questo in Italia, è importante il gruppo. Penso che il Real abbia un gruppo molto forte, con tanti giocatori, non solo undici, e si vede con tutti questi turn over che sta facendo il mister. Secondo me questo è fondamentale per vincere il campionato”.

Qual è l’ultima cosa che ti ha detto Florentino Perez?
“Abbiamo fatto le foto, abbiamo scherzato un po’, ma è sempre molto simpatico, cerca di non parlare molto di calcio, parla solo delle cose necessarie, è uno molto tranquillo”.

Capisce di calcio?
“Certo, capisce, ha vissuto tanti anni nel calcio, ha vissuto tanti anni come Presidente del Real, capisce molto bene”.

Se resti a vita al Real Madrid non te lo chiedo vista com’è andata l’ultima volta…
“Bravo, bravo, è meglio non parlarne, non si sa mai. Quando dico che il mio futuro lo sa Dio non va bene, che rimango a vita non va bene, che vado via non va bene, quindi meglio non rispondere più”.

Sai che il coro che facevano i tifosi del Milan “siam venuti fin qua, per vedere segnare Kakà”, ora lo fanno i tifosi avversari quando il Milan non vince. Non è un bel segno…
“Questa è una novità, non lo sapevo, però questa canzone per me rimarrà per sempre come una cosa molto forte: tutte le volte che scendevo a San Siro era un’emozione in più quando sentivo questa canzone”.

In assoluto tu sei il più rimpianto al Milan: ti senti “colpevole” per il fatto che il Milan non vada così bene come quando c’eri tu?
“No, sicuramente non è colpa mia. La cosa bella per me è stata, quando sono tornato in Italia, sono andato a Milanello e tanti tifosi hanno gridato il mio nome. Sentire un gruppo di tifosi che cantava la mia canzone e gridava il mio nome: questo vuol dire che loro hanno capito il motivo per cui sono andato via, sinceramente hanno capito cos’è successo e questo per me è una cosa molto positiva, perché alla fine la verità viene fuori, prima o poi, e tutti la sanno”.

La raccontiamo?
“La verità è che, e Berlusconi l’ha detto anche recentemente, la mia vendita era necessaria per tanti motivi della società. Credo che questa sia la verità e tanti l’hanno anche capita”.

Saresti anche rimasto?
“In quale situazione?”

Se il Milan non ti avesse ceduto, tu saresti rimasto?
“Io ho sempre lasciato la possibilità al Milan di cedermi o no, dal momento in cui il Milan ha deciso di cedermi ho sempre detto anche questo: “le mie motivazioni non sono le stesse della società”. A questo punto non c’entrava più rimanere nel club. Sicuramente sono cose che capitano nella vita, non c’è nessun rammarico della società, o il contrario. Sono molto molto grato a Berlusconi, a Galliani, a tutti quelli con cui ho vissuto in questi anni, perché è grazie al Milan dove sono arrivato”.

C’è qualcosa che ti manca dell’Italia e del calcio italiano?
“Quello che mi manca di più sono gli amici, i miei compagni di squadra, voi giornalisti, tante persone che sono rimaste in Italia. A volte mi manca la partita, ma qui sono contento. La mia motivazione più grande, è scendere in campo e poter giocare a calcio. Qui riesco a farlo, gioco in una grande squadra, che cerca sempre di vincere. Questo mi manca un po’ meno”.

Cosa ti manca del Milan? Se non giocate in contemporanea, non te ne perdi una
“Si, cerco di vederle tutte, ho visto quella contro il Bari. Quindi, cerco sempre di seguirlo. Sono tutti compagni e cerco di tifare per loro. C’è un allenatore al quale sono molto legato, per tutta la storia, per tutto quello che abbiamo vissuto insieme. Spero che possa fare bene, spero che il Milan possa riprendersi e tornare protagonista sia in Itala che In Europa”.

La scelta di Leonardo di accettare l’offerta di fare l’allenatore non è stato un eccesso d’amore nei confronti del Milan?
"Secondo me lui e stato preso da una situazione nella quale era difficile dire di no. Leo è molto legato al Milan per tutto quello che ha vissuto. Penso sia uno dei pochi giocatori che hanno fatto il giocatore, l’allenatore e il dirigente nella stessa squadre. Non sono molti ad avere questa possibilità. Era in mezzo ad un situazione nella quel era molto difficile dire di no. Per questo, penso, ha accettato questa possibilità”.

Il rischio è che i tifosi non sappiamo tutto e se la prendano con lui
“A volte pensiamo che i tifosi non capiscono le cose. Loro capiscono. Certo, alla fine un allenatore ha una grande responsabilità, ma loro sanno in quale situazione è oggi Leonardo. Se alla fine la squadra non sarà andata bene, avrà anche lui la sua responsabilità. Ma capiranno che lui ha avuto una storia come giocatore e dirigente, che non se ne va via così in fretta”.

Ancelotti lo senti ancora?
“Lo sento spesso, è contento per l’inizio del campionato e della Champions. A lui sono molto legato. Cerco di parlargli spesso, di sentirlo e ci scambiamo le nostre esperienze”.

Quanto sei stato vicino al Chelsea prima di venire al Real Madrid?
“Ho detto che se c’era la possibilità di andare via dal Milan, avrei preferito giocare nel Real. Questa era la mia prima possibilità, era la ma prima scelta. C’era anche la possibilità di andare al Chelsea, ma la prima scelta era il Real”.

Molte critiche a Pato: è giusto mettere tutta questa pressione ad un giocatore che ha venti anni?
“Secondo me no, perché è un giocatore di venti anni, che deva fare ancora molte cose. E giovane, ha un talento impressionate, ma lasciare la responsabilità del Milan ad uno come lui, che deve ancora crescere e fare tante cose, secondo me è presto. Per questo penso che lui deve stare tranquillo e cercare di dimostrare le sue qualità. A volte anche lui sembra non sapere quello che può fare tanto, ed è un giocatore che può fare tanto, che può crescere tanto”.

Ancelotti ha detto che se ci mette la testa può vincere il Pallone d’Oro, e lo hai detto anche tu
"E’ un giocatore fortissimo, con delle qualità uniche. Deve solo mettersi in testa che deve lavorare, capire le cose in cui deve migliorare. Quando sono arrivato in Italia ho dovuto cambiare tante cose nel mio modo di giocare, imparare tante altre cose per adattarmi al calcio italiano. Anche lui dovrà fare certe cose e cambiare la sua maniera di giocare, mischiando quello che sa fare con tante altre cose che deve imparare”.

Ti chiede dei consigli?
“Parlo spesso con lui, ci sentiamo, cerco di dargli dei consigli, ma non sono uno che va da lui a dirgli quello che deve fare o non deve fare”

Ronaldinho
“Ho vissuto degli anni meravigliosi con lui. Per cui, so quello che può fare, quello in cui può migliorare. Non attraversa un buon momento, ma io ci  credo, perché è un giocatore che quando ha voglia, ed ha una motivazione positiva, può fare delle cose meravigliose”.

Huntelaar ti ha raccontano qualcosa del Real?
“Ho vissuto con lui solo dieci giorni qua, pochi giorni, Ho visto che si allenava molto, molto professionale, che stava attraversando un momento non molto facile, con la società che voleva cederlo, ma ha dimostrato di essere sempre professionale”.

Secondo te, Berlusconi venderà il Milan?
“Questa è una domanda alla quale è difficile rispondere. L’unica cosa che si può dire, è che tutto quello che ha vinto il Milan in questo ultimi anni, è perché dietro c era un grandissimo presidente”.

Si avvicina il giorno della partita contro il Milan: cosa hai pensato quando dall’urna è uscito questo accoppiamento?
“Non è possibile! In cinque anni di Champions League con il Milan non ho mai giocato contro il Real, due volte mi sa conto il Barcellona, ma mai contro il Real. Prima anno al Real, becco subito il Milan. Il calcio è impressionante”.

Se segni esulti?
“No, per la storia che ho con il Milan, per il rispetto. Certo, faro il mio lavoro, faro quello che devo fare, ma se segno non esulto”.

Si stanno per giocare Real Madrid-Marsiglia e Milan-Zurigo: tutto fa pensare che passerete voi e i rossoneri
“Nella Champions  può succedere di tutto,. Le favorite saranno sempre le grandi, ma ci sono sempre le sorprese. Spero non capitino nel nostro gruppo, perché vorrebbe dire che alla fine passeranno Milan e Real”.

Che partita sarà Milan-Zurigo?

“Difficile, perché anche noi abbiamo avuto dei problemi con lo Zurigo, abbiamo vinto 5-2, ma abbiamo fatto due gol nel finale, abbiamo sofferto un po’ sul 3-2. E una squadra tosta, che non molla mai. Poi, il Milan non attraversa un buon momento. Sarà una partita delicata”.

Quale è il segreto per battere lo Zurigo?
“Partire subito forte, noi siamo partiti molto forte. Il 3-0 del primo tempo ci ha dato sollievo, anche se non era l’ideale calare come siamo calati, ma il 3-0 del primo tempo ci ha dato una mano”.

Ti hanno chiamato da Milano per chiederti come gioca lo Zurigo, i suoi segreti?
“Parlo spesso con Leonardo, penso che anche loro hanno visto la partita. Ho parlato poco con lui, gli ho spiegato un po’ cosa è successo durante la nostra partita”.

L’Inter?
"E sempre una squadra molto forte, con un gruppo molto forte, non ha solo 11 giocatori, ne ha 15-16 che possono giocare in qualsiasi squadra del mondo. E’ molto positivo per una squadra vincere lo scudetto. E’ sempre una squadra molto forte, con un allenatore forte”.

Avresti fatto lo scambio Ibrahimovic-Eto’o?
“Come giocatori, parlo di due grandissimi. E’ difficile da giudicare. Sono due talenti con caratteristiche diverse, ma per fare uno cambio cosi, c’entrano migliaia di altre cose, come i rapporti, come si comporta uno, come si comporta l’altro, quello che possono fare dentro la squadra, come gioca la squadra. Poi, è una scelta che deva fare la società”.

Hai incontrato un Mourinho anche in Spagna?
“No, lui è una persona particolare, speciale per i suoi modi, un vincente. Qui in Spagna non ho trovato nessuno come lui”

Ti è simpatico?
“Mi è simpatico. Finché fa battute divertenti, non aggressive, mi sta simpatico. Poi, certo ci sono polemiche che si possono evitare, ma mi piace come persona e come allenatore”.

Chi vince lo scudetto?
“Spero il Milan”.

Adesso non sarai più simpatico a Mourinho, perché se dici una squadra diversa dall’Inter si arrabbia
“Lui sa che io dirò sempre Milan, non lo dirò per la Champions League, ma per il campionato italiano dirò sempre Milan”.

In testa in Italia c’è la Sampdoria
“Non è una sorpresa, per tutto quello cha fatto negli anni. Quando una squadra è ben amministrata, non è una persona che gestisce bene la società, piano, piano le cose vengono fuori. Lo scorso anno ha fatto la finale di Coppa Italia, quest’anno è in testa alla classifica. Il campionato è molto lungo , succederanno tante altre cose, ma partire bene cosi è un segno che la società sta facendo bene. Non solo la Samp, ma anche il Genoa, squadre stanno facendo molto bene da due, tre anni”.

Da Madrid è passato Cassano: nazionale si, nazionale no?
“Con la nazionale ho vissuto dei momenti impressionanti nel 2002, quando tutto il Brasile chiedeva Romario in nazionale e Scolari ha detto di no. Poi, alla fine, ha vinto il mondiale senza Romario. Queste sono scelte che l’allenatore deve fare, la miglior cosa per il gruppo. Certo, Cassano e un grandissimo talento, in campo è un genio”.

Amauri in nazionale, manca solo il passaporto
“E’ un scelta sua. Un mondiale per un giocatore è molto importante. Poi, se farlo con il Brasile o con l’Itale, deve essere una scelta sua e dei rispettivi allenatori”.

E’ una cosa giusta giocare per un’altra nazionale?
“E’ una cosa difficile da pensare. Io, ho avuto la possibilità di andare in nazionale a venti anni. Uno che non ha mai potuto giocare in nazionale e vede la possibilità di partecipare ad un mondiale per un altro paese, ci pensa sempre. A me è difficile dire queste cose, perché sono andato in nazionale a venti anni e sicuramente non avrei cambiato nazionale”.

Chi è attualmente il giocatore più forte del mondo?
“Oggi Messi. per tutto quello che ha vinto. Per me, la cosa più importante è vincere come squadra, Per tutto quello che vinto con il Barcellona, essendo stato protagonista di queste vittorie, secondo me lui”.

Ti aspetti qualche fischio quando tornerai a San Siro con la maglia del Real Madrid?

“Sarà un po’ una sorpresa, vediamo quello che succederà. Spero di no, che i tifosi abbiamo capito il motivo per cui sono andato via, per la storia che ho con il Milan, il rispetto che hanno per me. Penso che alla fine le cose sono state chiare e spero che possano ricevermi bene, come hanno sempre fatto”.

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