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09 ottobre 2009

Trapattoni: ok anche un pari. Cassano? Che soddisfazioni...

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I due ct di Irlanda e Italia: Trapattoni e Lippi

Il ct dell'Irlanda parla alla vigilia della sfida con l'Italia per la qualificazione ai Mondiali in Sudafrica: "Si gioca per vincere, ma un pari con i campioni del mondo non si butta. Cassano è uno che con me ha segnato e fatto segnare". LA GALLERY

"Alla fine un pari con gli azzurri campioni del mondo sarebbe un buon risultato. Anche se la mia esperienza dice che occorre sempre giocare per vincere". L'auspicio di Giovanni Trapattoni, ct dell'Irlanda, alla vigilia della sfida con l'Italia, è chiaro: "Un risultato che ci consenta di tenere a distanza la Bulgaria, terza in classifica nel girone. Perché sia chiaro - conclude Trap -: io non ho paura dei playoff che ci toccherebbero se, come è quasi  sicuro, l'Italia vincerà il girone".

"Capito una mazza?" - Quattro minuti di analisi della sfida Irlanda-Italia in un inglese sofferto ma ammirevole, poi rivolto all'uditorio una domanda secca come neanche l' asciutta lingua di Shakespeare consente: "Capito una mazza?...". Caro, vecchio e immutabile Trap: a 70 anni suonati si regala l'ennesima vigilia da protagonista, stavolta da avversario del calcio italiano. E però anche se dice "noi irlandesi", anche se parla di "giocare sempre per vincere", lui che certe volte pareggerebbe pure a carte, anche se sottolinea di non volere creare problemi all'ex nemico Lippi con la storia di Cassano  ("ma a me quello lì ha dato grandi soddisfazioni..."), è ancora lui: una certezza in un mondo che ne offre sempre meno.  Perché nel suo monologo il ct dell'Irlanda non tocca le vette polemico-linguistiche dei tempi di "Strunz", né offre perle di lucidità tattica: piuttosto snocciola pillole di buon senso che non calano dall'alto, come avviene invece con certi tecnici che hanno vinto meno della metà della metà di quanto ha fatto lui. E nella conferenza stampa che segue, nel ferire il vocabolario esalta il buonumore sottolineando di non avere ottenuto così tanto nel calcio perché "simpatish" ("nice",  corregge l'interprete Manuela), ma per l'atteggiamento mentale. "Io, che non ero granché, sono stato fortunato ad appoggiare la mia mediocrità volenterosa sulla classe di gente come Pelè, Cruyff, Rivera, Sivori". Quanto è simpatish, mormora una  spettatrice italiana ("Nice..." prorompe in un riflesso  condizionato la povera Manuela).


Il caso Cassano - "Cassano a me ha dato grandi soddisfazioni, d'altra parte quando ero ct azzurro era chiaramente il giovane italiano più dotato". Anche se dichiara di voler "evitare di creare problemi a Lippi", l'ennesima punzecchiata sull'esclusione del talento sampdoriano al ct dell'Italia la dà Giovanni Trapattoni. "Cosa devo dire? - aggiunge il tecnico dell'Irlanda alla vigilia della sfida con i campioni del mondo - Cassano è uno che con me ha segnato e fatto segnare. Certo, mi rendo conto che Lippi ha fatto altre scelte, ha creato un altro gruppo, e io non voglio interferire".

Il caso Cannavaro - Sul doping-non doping di Cannavaro per non esprimersi nel merito impapocchia un commento all'impronta: "Non sono un medico, ci penseranno i dottori della commissione di Zurigo a decidere". Commissione di Zurigo? Chissà a cosa si riferisce, ma almeno la palla è in calcio d'angolo. A proposito, lui che ha persino ufficializzato la formazione (in difesa recuperati Dunne e St.Ledger, a centrocampo a destra a contenere le avanzate di Grosso ci sarà l'esordiente Lawrence, in avanti confermatissimi Robbie Keane e Kevin Doyle), ha però fatto svolgere a porte chiuse l'allenamento. "Perché sennò - bisbiglia ai cronisti italiani ridendo - voi spiate calci d'angolo e punizioni e riferite a Lippi". "Si sa - aggiunge per tutti i presenti - l'Italia è un paese clever, intelligente...". Che però viene rappresentato spesso in maniera inadeguata. Oggi un giornale locale per favorire la vendita dei biglietti per il match di  domani ha pubblicato una manchette in cui il Trap viene ritratto alla maniera del Padrino. "Io non sono mafioso - replica lui schermendosi ironicamente - e, soprattutto, va detto che i luoghi comuni riguardano tanti popoli".

Trap, mister Speranza - Piuttosto, gli piace il poster enorme che tappezza Dublino e lo definisce mister Hope,  "Speranza". "Di fare cosa? Di arrivare ai play off per la  qualificazione ai mondiali, il primo posto nel girone credo sia  al 90 per cento dell'Italia". Per raggiungere con certezza  l'obiettivo, lui che come il suo vice Tardelli ha già in tasca  il contratto per i prossimi due anni, deve fare almeno due punti nelle prossime due gare, quella con l'Italia e quella di mercoledì con il Montenegro: entrambe davanti agli 80 mila  dell'immenso Croke Parke, stadio concepito per gli sport  gaelici. "Ma noi puntiamo al successo gia' con i campioni del  mondo" dichiara spavaldo davanti ai bellicosi irlandesi

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