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13 ottobre 2009

Eusepi, fratellino d'Italia con un sogno: Premier, aspettami

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Umberto Eusepi in gol contro l'Egitto nei Mondiali Under 20 (foto LP)

L'attaccante classe 1989 della nazionale Under 20, di proprietà del Genoa ma in forza alla Reggiana, racconta il suo Mondiale. Ventenne, ma già con la testa sulle spalle, ha un obiettivo preciso: giocare un giorno nel campionato inglese

di MATTEO VERONESE

Rientrati in Italia dopo l'esperienza al Mondiale U20 tuttora in corso in Egitto, i "fratellini d'Italia" tornano ai propri club di appartenenza con la consapevolezza di aver fatto emozionare milioni di tifosi con quel quarto di finale perso contro l'Ungheria che avrebbe potuto avere il sapore dell'impresa epica se solo fossero riusciti a resistere agli assalti magiari per qualche secondo in più. Umberto Eusepi, attaccante della nazionale Under 20, classe 1989 in forza alla Reggiana ma di proprietà del Genoa, racconta il suo Mondiale giocato da ventenne con la testa sulle spalle e con un obiettivo preciso, quello di militare un giorno nel campionato inglese: "Sarebbe il massimo".

Com'è vivere e giocare a calcio da professionista per un ragazzo della tua età?

"Sono consapevole di vivere il sogno di chi gioca a calcio, ha la mia età, ma lo fa magari in serie minori: è chiaro che noi come giocatori professionisti abbiamo qualcosa da dimostrare, se pensiamo alle centinaia di migliaia di ragazzi che vorrebbero essere al nostro posto. Giocare in nazionale poi ti responsabilizza ulteriormente: indossi la maglia azzurra e rappresenti tutti quei ragazzi. Io sono riuscito a vivere serenamente questa esperienza mondiale, che capita una volta sola nella vita. Come i 20 anni, in fondo..."

Come vive un ventenne un evento così importante? Sentite molta pressione o c'è un clima da "villaggio olimpico"?

"C'è molta attenzione, tanti controlli, tanta polizia che ti scorta dall'albergo al campo e viceversa. E tanti giornalisti. E' bello sentirsi così seguiti, anche se tutto ciò naturalmente ti lascia poco spazio per goderti l'esperienza dal punto di vista umano. Magari incontri un tuo compagno di club che gioca in un'altra nazionale ma non si riesce quasi neanche a salutarsi. In fondo si tratta di un Mondiale e durante quei giorni è giusto concentrarsi solo sul gioco: tolta la nazionale maggiore è il massimo che possa capitare a dei ragazzi come me."

In Egitto hai disputato delle buone prove e hai anche segnato, proprio
contro i padroni di casa. Cosa si prova a segnare in un Mondiale?
"E' fantastico, una gioia indescrivibile. Imparagonabile anche rispetto al primo gol in carriera e al primo gol in serie B, quando giocavo ad Ancona. Un gol al Mondiale ne vale almeno dieci in serie A!"

A proposito di nazionale maggiore e Mondiale. A giugno tu e i tuoi compagni dell' Under 20 tiferete gli azzurri impegnati in Sudafrica. Ma se ti dico Brasile 2014?

"In questo mondiale come Nazionale Under 20 abbiamo fatto bene, ma siamo stati un po' sfortunati. Per questo ci è rimasto l'amaro in bocca per quel quarto di finale perso all'ultimo respiro: saremmo potuti andare ai rigori e giocarci il passaggio in semifinale e poi chissà... Io spero e credo che qualcuno di questo gruppo possa arrivare fra quattro anni in Brasile e magari disputare un mondiale da protagonista come in Egitto."

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