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04 novembre 2009

Legge Beckham, basta agevolazioni. Liga in subbuglio

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Cristiano Ronaldo è arrivato al Real Madrid grazie anche alle agevolazioni della "Legge Beckham"

Il partito del Premier Zapatero ha dato il benestare alla riforma della norma che prevede vantaggi per i calciatori stranieri in Spagna adeguando la fiscalità al resto d'Europa. Dal 2010 non ci sarà più concorrenza sleale

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Il governo spagnolo esprime stupore di fronte alla minaccia di sciopero dei club della Liga e ribadisce la necessità della riforma della "Legge Beckham". L'annuncio è stato dato dal Psoe, il partito del premier José Luis Zapatero, e da alcuni gruppi parlamentari della sinistra, che hanno trovato l'accordo per l'approvazione di un emendamento per la riforma del provvedimento che, nella sua attuale versione, garantisce agevolazioni fiscali ai calciatori stranieri in Spagna.

Può stare tranquillo Kakà, e con lui Ibrahimovic, Cristiano Ronaldo e Benzema. La riforma fiscale spagnola non li riguarderà: i loro stipendi milionari tassati al minimo sono salvi perché firmati prima del primo gennaio 2010. Da quella data la percentuale di tassazione salirà dal 24% al 43% riequlibrando omologando la situazione spagnola a quella del resto d'Europa.

Il presidente della lega spagnola ha già quantificato il danno per i club della Liga in 100 milioni a stagione. Barcellona e Real no, ma qualche altro club rischia il crac. Venerdì la Liga deciderà di scioperare perché più di una stella potrebbe decidere di cambiare cielo. Per la gioia delle società del resto d'Europa e soprattutto di quelle italiane, che mai come quest'anno hanno sofferto la concorrenza di chi poteva permettersi di spendere di più.

Per la soddisfazione, tra gli altri, anche di Adriano Galliani per il quale dal prossimo anno non ci sarà più concorrenza sleale. La legge sarà uguale per tutti.

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