12 novembre 2009

Azzurri a L'Aquila, una giornata speciale: i video e le foto

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Il ct dell'Italia Marcello Lippi insieme ai cittadini aquilani (foto AP)

La Nazionale di calcio guidata dal ct Marcello Lippi ha visitato le zone colpite dal terremoto dello scorso 6 aprile. Tra commozione e coraggio, gli azzurri hanno raccolto l'abbraccio della popolazione. GUARDA LE FOTO E I VIDEO DI SKY SPORT24

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Guardare al domani, più che al dolore di ieri. Questo vuole la gente dell'Aquila. E questo è arrivato fin nel profondo, alla Nazionale in visita alle popolazioni terremotate. Cinque minuti di sguardi ai cumuli di pietre, da dietro il vetro del pullman azzurro, sono bastati a Lippi, Cannavaro, Buffon e tutti gli altri per cogliere le dimensioni del dramma di quella notte in cui la terra ha tremato. Il lungo incontro con migliaia di persone, invece, ha dato la misura della forza della gente che non ha franato. "Questo è un mezzo miracolo", la convinzione con cui il ct campione del mondo ha lasciato la “new town” di Bozzano e la sua voglia di ricominciare, nonostante tutto. "La vera ricostruzione è nella vostra voglia di rinascere: quello è il cantiere più importante".





Dalla festa dei 3.000 tifosi all'allenamento, in mattinata, fino al saluto conclusivo a 1.500 tra bambini e genitori nell'Auditorium della Caserma Coppito, i campioni del mondo hanno passato gran parte della giornata tra la gente. Bambini, studenti, madri, nonni, volontari della protezione, allieve ufficiali della Finanza, tutti in cerca di un autografo o una foto, e tutti accolti da un'insperata disponibilità e da sorrisi azzurri. Come quello di Camoranesi, “burbero” per professione, mentre seduto alla mensa della Scuola della Finanza veniva assediato da decine e decine di tifosi e non riusciva a mangiare il suo riso; o di Grosso, l'uomo del rigore decisivo al Mondiale che ha scelto di sedersi a tavola non tra i compagni, ma con una famiglia di sfollati.

Quel che ha colpito i campioni del mondo e' stata la sosta davanti alla Casa dello Studente. "Deve essere stato tremendo", è riuscito solo a dire Gigi Riva, dirigente accompagnatore, di fronte alla tragedia degli otto studenti morti sotto le macerie di un edificio mal costruito, e per il quale la Procura ora ha emesso avvisi di garanzia. Studenti per il domani, non appena ha potuto scendere dal bus, li ha incontrati il capitano azzurro Fabio Cannavaro quando la nazionale è arrivata a Bazzano: due ragazzi napoletani che hanno raccontato al compaesano le loro difficoltà, facendo rivenire in mente al difensore il suo terremoto. "Era l'80, lo ricordo benissimo: ricordo soprattutto la paura che ti resta dentro. Capisco questa gente", le sue parole.

"Le macerie ti lasciano attonito - l'eco di Buffon - Ma c'è grande dignità in questa gente. E voglia di ricominciare". Lo stesso messaggio lanciato nella terza tappa del viaggio azzurro, il pranzo con gli sfollati della Coppito e poi l'incontro con i bambini, tutti seduti di fronte al palco degli azzurri e della Coppa del Mondo. "Io sono abruzzese di montagna, non come Grosso che è di Pescara - ha scherzato il portiere De Sanctis - Oggi sono orgoglioso di esserlo: si dice sempre che siamo un popolo forte e gentile, stavolta soprattutto forte. Ed è proprio vero che non può crollare una città che sa volare". "Quattro mesi fa sono venuto qui, e c'erano solo cantieri - ha concluso Lippi - Ora ci sono case, e vedo gente molto, molto felice. E' un mezzo miracolo. Sapete quanto sia fissato con il concetto di gruppo: se mai la mia Italia ne avesse avuto bisogno, posto migliore di questo per imparare come si fa squadra non c'era". E giù un inchino, da campione del mondo ai campioni del domani.

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