17 novembre 2009

Ibrahimovic, il bad boy redento: "Non sono cattivo"

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Zlatan Ibrahimovic vuole cancellare l'etichetta di Bad Boy che lo ha accompagnato in questi anni (Foto AP)

L'attaccante del Barcellona vuole scrollarsi di dosso un'etichetta affibiatagli per il suo cinismo in campo: "Sono una persona tranquilla, molto legata alla famiglia, chi non mi conosce pensa il contrario" GUARDA I GOL DEL BARCELLONA SU SKY.it

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"Sono una persona tranquilla, molto legata alla famiglia. Sono molto normale, chi pensa il contrario è perché non mi conosce. Non si può giudicare una persona prima di conoscerla". Zlatan Ibrahimovic vuole strapparsi di dosso l'immagine di "bad boy" del calcio, precisa che la sua vita è solo famiglia e calcio: ovvero Barcellona, sogno diventato realtà la scorsa estate dopo tre anni all'Inter. "Più o meno adesso gioco come nell'Inter - afferma a "La Vanguardia" -. Adesso il mio ruolo è di unico attaccante centrale, in Italia invece eravamo in due. La qualità che cercavo di portare in campo era la stessa, ma ho sempre voglia di imparare qualcosa di nuovo. Il Barca ha un altro stile e bisogna adattarsi. Ed è quello che ho fatto".

Inevitabili i confronti con Samuel Eto'o: "E' normale che mi paragonino a lui, Eto'o è un gran giocatore, è stato parecchio tempo qui e ha fatto un gran lavoro. A Milano - continua l'attaccante svedese - stanno paragonando Eto'o a me. Però ho sempre detto che non si possono fare paragoni tra giocatori così diversi. Sono molto diverso dal camerunense. Alcuni diranno che sono più bravo, altri che sono meno bravo. In ogni caso, siamo diversi". Per averlo il Barcellona ha speso 45 milioni più Eto'o: "Secondo me nessun giocatore vale così tanti soldi. Però la situazione è questa ed è normale che mi possa mettere ulteriore pressione".

L'adattamento al Barcellona "è stato molto buono, come mi aspettavo. Tutti mi hanno dato il benvenuto a braccia aperte, i compagni come l'allenatore mi aiutano tantissimo ogni giorno. In Spagna - continua Ibra - si rischia di più, si vogliono segnare più gol. E' un'altra cultura. Prima, lo spettacolo. Anche se la cosa più importante è continuare a vincere". Primo in campionato, qualche difficoltà invece in Champions per il Barcellona, che proprio contro i nerazzurri di Mourinho martedì prossimo si giocherà la qualificazione. "Sono sicuro, passeremo il turno. Finora - conclude l'attaccante svedese - siamo stati sfortunati, abbiamo sempre disputato delle buone partite".

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