17 novembre 2009

L'Italia s'è Destra: Amauri dica che si sente italiano

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Fare Futuro ad Amauri: "Saremmo davvero felici di averla con noi a giocare i mondiali in Sudafrica del 2010"

Fare Futuro, con una lettera aperta del web magazine che fa capo a Gianfranco Fini, rivolge al giocatore brasiliano un appello: può giocare per l'Italia a patto però che la Nazionale azzurra sia "una scelta" e non un ripiego. GUARDA LA GALLERY

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Amauri può giocare per l'Italia, a patto però che la nazionale azzurra sia "una scelta", e non un ripiego perché non viene convocato dal Brasile, e il giocatore deve dire apertamente che vuole giocare in azzurro perché si sente italiano. E' quanto chiede Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, che si rivolge allo juventino con una "lettera aperta".

Siccome l'Italia "è una scelta" e "lo sport che rappresenta nella modernità la proiezione pacifica delle caratteristiche "guerriere" di un popolo è un mezzo importante per dimostrare che il nostro paese ha ancora molto da dire e da fare nel contesto internazionale", allora chi come Amauri "nel nome di ciò che il nostro paese rappresenta ha intenzione di sudare e di correre nel nome della casacca che indossa" è sempre il benvenuto.

"Saremmo davvero felici di averla con noi a giocare i mondiali in Sudafrica del 2010 (e speriamo di vincerli!) - continua la lettera - a una condizione però: la maglia azzurra e la nazionale italiana non siano una seconda scelta. Bensì una scelta di vita. E quindi una 'prima scelta"'. Giocare con l'Italia e per l'Italia - scrive Ffwebmagazine - presuppone un grado di responsabilità anche perché gli italiani "oggi più che mai hanno bisogno di grandi esempi". Ad Amauri il giornale chiede una cosa sola: "Anche a lei deve chiarire una cosa una volta per tutte: dica "chiaramente" che vuole giocare con noi perché si sente italiano. E non perché il commissario tecnico del Brasile non l'ha inserita tra i convocati della Seleçao".

"Lo sport può essere utile - continua la lettera - nel dimostrare come sia possibile scegliere la propria patria, anche se diversa, se in questa uno riconosce la propria dimensione. E se per questa, e per le possibilità che qui vengono date, si è disposti al sacrificio. Lei - conclude la lettera - potrebbe essere un esempio non tanto della retorica multietnica ma della possibilità che una persona nata in un altra nazione può integrarsi e contribuire al successo dell'Italia. Ma che sia chiara un'ultima cosa: da lei ci aspettiamo soprattutto tanti gol. Se viene con noi, dunque, pensi a metterla dentro, per favore. E per l'Italia".

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