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18 novembre 2009

Algeria-Egitto, il cuore di Gaza batte per i Faraoni

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gaz

Scene di ordinaria violenza a Gaza, terra divisa nel tifo per il match attesissimo tra Algeria ed Egitto

Non solo calcio. Alla vigilia del match di qualificazione ai Mondiali 2010, in un clima di violenza politica permanente, viaggio tra i palestinesi che tifano pro e contro. "Un peccato picchiarsi tra fratelli arabi". IL VIDEO DEGLI SCONTRI

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Batte quasi all'unisono per i colori egiziani il cuore dei palestinesi della Striscia di Gaza, a poche ore dall'incontro di qualificazione mondiale fra Algeria ed Egitto. Una partita di calcio segnata dal clima di violenza innescato dagli incidenti del Cairo, che nei Territori palestinesi suscita amarezza - e non solo fra i tifosi -, ma che non spegne il pathos per l'evento sportivo.

"E' un peccato picchiarsi tra fratelli arabi", sottolinea all'Ansa Khalid Kahlout, un appassionato di calcio di Gaza City che si prepara a guardare il match con un gruppo di amici in un caffè del centro. "Chiunque ne sia stato responsabile, fra gli egiziani come fra gli algerini, è fuori di testa", aggiunge, senza tuttavia perdere interesse per l'aspetto agonistico della vicenda.

Come molti altri a Gaza, Khalid non nasconde la sua simpatia per l'Egitto, Paese a cui la Striscia è legata da contiguità geografica e del quale ha fatto parte in passato. "Noi gazawi - spiega - seguiamo da sempre la Lega egiziana, tra i nostri vecchi ci sono ex calciatori che giocavano con quelle maglie, la nostra scelta è obbligata".


Les joueurs algeriens blessés au Caire
di DZfootCom

Fra i palestinesi di Cisgiordania la situazione è diversa. Prevale un certo distacco: e se i media locali non mancano di dare spazio allo sconcerto - condiviso anche qui - per i tafferugli dei giorni scorsi fra due popoli ritenuti entrambi amici, l'attenzione al fatto sportivo appare decisamente più sfumata. Tanto più che - a differenza dei connazionali di Gaza - i cisgiordani calciofili guardano tradizionalmente al (modesto) campionato della vicina Giordania.

Fra la gente della Striscia la trepidazione è invece evidente. Le bandiere egiziane sventolano da diversi balconi e l'attesa diventa anche l'occasione per distrarsi dai guai di una terra alle prese con gli effetti dell'isolamento e della mancata ricostruzione, dopo le devastazioni della guerra dell'inverno scorso condotta da Israele contro il locale governo de facto degli integralisti di Hamas. "L'Egitto deve vincere anche per noi", afferma convinto un altro tifoso, Raed Mohammed, che assisterà alla diretta tv con gli altri maschi della famiglia.

Fuori dal coro resta invece Jawdat Khudari, uno degli uomini d'affari più noti della Striscia, deciso a rinnegare i colori egiziani per motivi schiettamente politici. "Il regime del Cairo - taglia corto all'Ansa - contribuisce all'assedio di Gaza tenendo sigillato il nostro confine sud, così come Israele chiude gli altri varchi. Mentre i fratelli algerini, almeno, hanno aiutato concretamente in passato l'Olp e la causa palestinese. E allora stavolta io dico: Forza Algeria!".

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