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18 novembre 2009

Amauri: "Ho scelto, voglio l'Italia. Pazzini mi rispetti"

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Amauri sogna l'azzurro (foto AP)

L'attaccante della Juve risponde alle polemiche sulla sua cittadinanza e sull'eventuale chiamata di Lippi in nazionale: "Voglio la maglia azzurra da un anno. Io rispetto ogni parola degli altri ma anche gli altri devono rispettare le mie"

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Pazzini attacca, Amauri risponde e vota Italia. Chiaramente, in modo da sgombrare il campo dagli equivoci. "Voglio la maglia azzurra da un anno" afferma l'attaccante della Juventus, a Stresa per ritirare un premio dei tifosi bianconeri. E continua: "Quando arriverà il passaporto penserò a quello che succederà. Io ho deciso da un anno quello che voglio fare, ma solo quando diventerò italiano Lippi potrà prendermi in considerazione". Accadrà non prima del 5 marzo 2010, quando il brasiliano otterrà la cittadinanza italiana. E pazienza se l'attesa sarà tale da fargli perdere anche l'ultima amichevole pre-Mondiale, in programma il 3 marzo.

Amauri ha scelto l'azzurro e non il Brasile. Ha scelto la Nazionale del paese che lo ha lanciato nel grande calcio, dove si è sposato e dove vive con la moglie Cynthia (cittadina italiana dal marzo scorso) e i due figli, Cindy e Hugo Leonardo. E se Lippi lo inserirà nella lista dei 23, nonostante i mugugni di alcuni compagni, lui risponderà presente. "Penso al Mondiale? Tutti vogliono andare in Sudafrica e anche io voglio andarci" dice il bianconero. "Dipende molto da me, spero di continuare a fare bene con la Juve e se in futuro arriverà la chiamata del Commissario tecnico cercherò di ripagare la sua fiducia".

Tutti i discorsi fatti negli ultimi giorni sul suo conto, segnatamente le parole pronunciate ieri da Pazzini, però non gli sono piaciute. E la risposta Amauri è netta: "Ognuno può dare i giudizi che vuole: io rispetto ogni parola degli altri ma anche gli altri devono rispettare le mie. Voglio l'azzurro da un anno ormai, quando ho scelto l'Italia e non il Brasile". Una cosa comunque è certa: "Io non mi sento assolutamente in imbarazzo per questa situazione. Non ho parlato con il Commissario tecnico, né con nessun altro".

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