18 novembre 2009

Ancelotti: "Il prossimo anno non sarò io il ct azzurro"

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Analisi mondiale per il tecnico del Chelsea Carlo Ancelotti

Il tecnico del Chelsea, in un'intervista a Repubblica, parla dell'Italia e del Mondiale che verrà: "Sono d'accordo con Pazzini sul caso Amauri. Cassano? I tormentoni ci sono sempre stati. Mi aspetto qualche sorpresa come una africana tra le prime quattro"

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Carlo Ancelotti affronta vari argomenti nell'intervista pubblicata oggi da "La Repubblica". Il tecnico emiliano del Chelsea parla di sé, del calcio che verrà, del Mondiale sudafricano, della Nazionale di Lippi e dei nostri avversari. "Il prossimo anno il ct azzurro non sarò certamente io. Sono l'allenatore del Chelsea - precisa l'ex tecnico del Milan -, vedremo come finirà questa bella avventura. Intanto in giugno andrò a vedere il mondiale in Sudafrica, come in Germania. E' uno spettacolo stupendo, me lo voglio gustare di nuovo dal vivo. A me stuzzica l'idea di allenare una nazionale, non necessariamente africana. Pazzini dice che Amauri in nazionale, cioé un 'italiano' per niente italiano, non è tanto giusto? E io dico che sono d'accordo con Pazzini".

Il tecnico del Chelsea presenta così il Mondiale del prossimo anno. "Mi aspetto qualche sorpresa, a giudicare dalle qualificazioni. Francia e Portogallo sono agli spareggi. Sono emerse nazionali nuove, come la Slovacchia: c'è sempre più equilibrio in campo internazionale. Sicuramente sarà un Mondiale molto equilibrato. Non vedo una nazionale che spicchi nettamente sulle altre. Il Brasile sembra leggermente più forte, ma non è detto. Quanto ai grandi giocatori, se ci saranno i francesi e Cristiano Ronaldo, mancherà solo Ibra. Il Portogallo, comunque, dovrà sudare con la Bosnia e pure la Russia con la Slovenia. Le incognite? In Sudafrica farà fresco: in teoria è un vantaggio per il gioco. Ma alcune sedi delle partite sono in altitudine, il che può giocare brutti scherzi. Lo dico per esperienza: a Messico '86 constatai che lo sforzo è diverso e che il pallone non viaggia allo stesso modo. Fenomeni sconosciuti non ne vedo. I grandi fuoriclasse saranno i protagonisti annunciati, da Messi in giù".

"Le sorprese? Le africane e non solo perché per la prima volta si gioca un mondiale in Africa. Oltre al Sudafrica, ci sono le migliori scuole del continente - spiega ancora Ancelotti -, Nigeria, Camerun, Ghana, Costa d'Avorio e la vincente dello spareggio Egitto-Algeria. Non mi stupirei, se una di queste arrivasse tra ble prime quattro. Al Chelsea alleno quattro africani, tra i quali Drogba, che è tra i primissimi al mondo. Sono proprio forti. I brasiliani hanno fantasia, tecnica e Dunga, un ct molto più pragmatico del solito. Pato può andare in Sudafrica e sfondare. Quanto a Ronaldinho, dipende solo da lui riprendersi il posto". La Spagna è ancora la migliore d'Europa? "Contro gli spagnoli è sempre difficile giocare, ti imbrigliano. Non credo che siano cresciuti rispetto all'Europeo, ma erano già a un livello alto". Quella olandese è "l'unica grande scuola a non avere mai vinto il mondiale e non credo che romperà la tradizione. Ha una squadra abbastanza giovane e forte, ma secondo me non ha difensori all'altezza".

Un giudizio sul lavoro di Capello ct dell'Inghilterra. "Da Londra vedo che ha un ottimo rapporto con gli inglesi. La qualificazione diretta al mondiale non è mai scontata, per l'Inghilterra, e in più ha 5-6 giocatori di primissima fascia. Mi è capitato di sentirlo, preparerà l'appuntamento col massimo scrupolo".

L'Italia di Lippi può difendere il titolo? "Ha perso qualche giocatore di qualità, però è rimasto il gruppo. Nel 2006 vinse con quello, non con la qualità. Ripetersi, quattro anni dopo, è difficile. Ma le condizioni per un ottimo mondiale ci sono, i nuovi possono portare qualcosa di nuovo. I talenti non mancano. Paloschi, Ranocchia, Balotelli, Santon sono bravi. Lo spazio nei club i giovani non sempre lo trovano, mica solo in Italia. E' un diritto di Lippi fare le scelte, è stato messo lì per questo. Non vedo le invocazioni per Cassano come una moda o un fenomeno di costume: il tormentone della lista per il mondiale c'è sempre stato e sempre ci sarà".

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