20 novembre 2009

Sul colpo di mano di Henry il rumoroso silenzio di Platini

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Sul web impazzano le caricature di Henry: qua ritratto come giocatore di pallamano

In questa brutta storia di Francia-Irlanda (che non si rigiocherà) spicca l'assenza di un uomo che di solito parla di tutto, dai bilanci gonfiati alla valorizzazione dei giovani. Il presidente Uefa. Che è francese. Come mai tace? GUARDA LA GALLERY

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In questa storia di Francia-Irlanda, tra tante parole e un solo incontestabile fatto - l'ingiustizia del risultato determinato da un inganno - c'è un personaggio che continua a restare nell'ombra. Nessun grande vecchio, nessun regista di complotti, semplicemente il profeta del nuovo calcio: Michel Platini.

Uno che parla e ha idee su tutto, dai bilanci gonfiati alla valorizzazione dei giovani, fino alla fissa di allargare il gioco a protagoniste che sono state sempre ai margini: le piccole nazionali, le piccole squadre, i piccoli in genere. Ecco, un piccolo cenno tutti se lo sarebbero aspettato anche se lo spareggio era organizzato dalla Fifa e non dall'Uefa che lui presiede.

Una dichiarazione non banale, una proposta per il futuro, visto che il presente è immodificabile a causa di regole che risalgono all'era della pietra calcistica. Bastava che rivendicasse la paternità dell'introduzione sperimentale dei giudici di porta: sicuramente avrebbero evitato il misfatto. E invece solo silenzio, finora. In Spagna El Mundo ha impietosamente titolato: La mano di Platini, la più bassa delle insinuazioni, di fatto un'accusa di parzialità rivolta a chi è stato capitano, commissario tecnico e presidente della federazione francese.

Niente ha mai legittimato il minimo sospetto, ma proprio il suo essere orgogliosamente francese avrebbe potuto spingere Roi Michel a denunciare pubblicamente da che parte sta. Con il vecchio che ancora avanza ignorando buon senso e tecnologia e negando perfino l'evidenza di un tocco di mano ripetuto fino alla noia dalle televisioni di tutto il mondo e dal grande schermo di Saint Denis? Oppure con il nuovo, con una visione che sia almeno contemporanea del mondo?

Questa risposta ci manca, non l'avremmo mai chiesta a Blatter, la sua pronuncia sulla definitività del risultato (ingiusto) di Francia-Irlanda non ha sorpreso, ma nessuno si aspetta da lui una rivoluzione. Ma Platini no, non può essere diventato anche lui un vecchio parruccone.

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