02 dicembre 2009

Lippi: nelle mie squadre non ci saranno mai prime donne

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Il ct azzurro Marcello Lippi

Il ct azzurro: "Per creare un team vincente bisogna formare un gruppo di giocatori che abbiano l'umiltà di mettere le proprie qualità al servizio degli altri. I fenomeni credono che i compagni debbano giocare al loro servizio e sono sempre discontinui"

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"Per creare una squadra vincente è necessario formare un gruppo di giocatori che abbiano l'umiltà di mettere le proprie qualità al servizio degli altri, e che non si sentano fenomeni o prime donne". Questo il pensiero del c.t. della Nazionale italiana Marcello Lippi: "Le squadre composte da quest'ultimo tipo di giocatori - ha proseguito Lippi -, che sono nati col talento e credono che tutti gli altri si debbano mettere al loro servizio, possono giocare bene a periodi ma non hanno continuità: la Svezia di Ibrahimovic per esempio non si è qualificata ai mondiali, mentre il Portogallo di Cristiano Ronaldo e l'Argentina di Messi ce l'hanno fatta per il rotto della cuffia. E stiamo parlando dei tre migliori al mondo, segno che il collettivo è la cosa più importante".

Riguardo al gruppo azzurro da portare in Sudafrica, Lippi ha spiegato che "devo ancora completarlo, ma non sarà un compito difficilissimo, e comunque sono ottimista: l'importante sarà arrivare in Sudafrica in buone condizioni fisiche e psicologiche, in quel caso non dovremo avere paura di nessuno. Come avversari dobbiamo temere Brasile, Argentina, Germania, Olanda e Francia, che ai mondiali ci vanno sempre per vincere, e poi dovremo prepararci bene perchè in Sudafrica sarà inverno e giocheremo in altura".

"Il nostro calcio non è in crisi, anche se può sembrare così". Lo ha detto ieri sera il ct della nazionale azzurra Marcello Lippi durante la conviviale di tre Rotary Club fiorentini a Firenze, in cui era l'ospite d'onore. "Non siamo messi male - ha continuato Lippi - perchè abbiamo ottimi talenti che stanno nascendo e crescendo nelle varie rappresentative giovanili, le nostre squadre si fanno valere in Europa, siamo campioni del mondo e abbiamo il campionato di serie B più competitivo del mondo".

Sull'invasione degli stranieri nel nostro campionato, che si evidenzia soprattutto nell'Inter, Lippi ha un suo pensiero: "L'espressione più vera del calcio di un paese è la nazionale, non sono le squadre di club. E poi si parla di Inter, ma in Inghilterra va anche peggio, basti pensare che il Liverpool è in mani americane ed è allenato da uno spagnolo, il Chelsea è di un russo ed è guidato da un italiano, eccetera. E nel loro campionato solo il 38% dei giocatori sono inglesi, mentre nel nostro abbiamo il 60% di giocatori italiani".

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