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10 dicembre 2009

L'Arsenal applaude al futuro: Wenger punta sui giovani

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L'Arsenal ha perso il match di Champions contro l’Olympiacos a qualificazione già ottenuta (foto Ap)

Pur sconfitto ieri sera in Champions dall’Olympiacos a qualificazione già ottenuta, i Gunners hanno vinto la sfida del coraggio schierando in campo una squadra dall’età media di poco superiore ai 22 anni e sei giocatori nati dopo il 1990

di Lorenzo Longhi
da Londra

Il futuro è già qui, o quasi. L’Arsenal di Arsene Wenger, pur sconfitto ieri sera in Grecia dall’Olympiacos a qualificazione già ottenuta, ha vinto ancora una volta la sfida del coraggio, schierando in campo ad Atene una squadra dall’età media di poco superiore ai 22 anni e sei giocatori (su 12, considerando anche l’unica sostituzione) nati dopo il 1990. E, non fosse stato per l’ex interista Mikael Silvestre, 32 anni, la media sarebbe stata ancora più bassa. Comunque, si tratta di un record, per la Champions League, ma soprattutto dell’ennesima riprova della capacità del tecnico francese di costruirsi il domani in casa.

Per i giovani Gunners è stata una vera e propria prova di maturità: nel calderone dello stadio ateniese, con i greci che si giocavano la qualificazione, Theo Walcott (’89, uno dei papabili per la convocazione ai prossimi Mondiali, se gli infortuni lo lasceranno in pace ) e compagni hanno perso di misura rischiando più volte il pareggio, non fosse stato per alcuni errori del messicano Vela (’89) e le parate del trentottenne portiere Nikopolidis, che potrebbe essere il padre di gran parte di quelli che mercoledì sera sono stati i suoi avversari. Così, ottime le impressioni destate da Aaron Ramsey (classe 1990, nazionale gallese a segno due mesi fa contro l’Italia), dal diciannovenne spagnolo Fran Merida e dal diciassettenne centrocampista offensivo Jack Wilshere, uno dei più interessanti prodotti del vivaio londinese: talento e carattere, a prescindere dalla sconfitta. Con loro, serata da ricordare anche per tre ragazzi del 1991, Kyle Bartley, Thomas Cruise (unici debuttanti della serata) e Gilles Sunu. Segnatevi i loro nomi: ne sentiremo parlare a lungo, in futuro, soprattutto di Ramsey e Wilshere che, a dispetto dell’età, vantano già rispettivamente 51 e 14 gare ufficiali con la maglia dell’Arsenal.

Solo il Barcellona, tra le grandi d’Europa, supera i Gunners per il numero di giocatori in prima squadra provenienti dal proprio settore giovanile, ma non li raggiunge se si parla dell’età in cui vengono lanciati nelle competizioni che contano. Anche perché, oltre ai ragazzi schierati ieri, Wenger può contare anche su altri giovanissimi che hanno alle spalle una discreta esperienza: Denilson, Bendtner e Mannone (cinque presenze in Premier, in questa stagione, per il portiere italiano) sono nati nel 1988, il mancino Kieran Gibbs, è più giovane di un anno ed è una presenza fissa nella Under 21 inglese, mentre è nel giro di quella francese Armand Traore, coetaneo di Gibbs, giunto a Londra nel 2006. Tutti con la speranza di seguire le orme di un certo Cesc Fabregas.

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