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16 dicembre 2009

Il blob delle invettive di Mou. Il futuro? Reds o Man City

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Tabloid inglesi scatenati sull'allenatore dell'Inter. Se il Sun anticipa il suo ritorno in Premier League, il Mirror ha invece pensato di stilare una classifica delle sue dieci "migliori" intemperanze contro colleghi e giornalisti. GUARDA I GOL DELL'INTER

MOURINHO: FUTURO AL LIVERPOOL O AL MAN CITY

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Da Rijkaard a Wenger, passando per Ranieri, Messi, Ferguson e molti altri: prima del giornalista del Corriere dello Sport è lunga la lista delle "vittime" di Jose Mourinho, irrimediabilmente trafitte dal petulante sarcasmo dell'ex Special One. Così un tabloid inglese, il Mirror, prendendo spunto dall'ultima (ma solo in ordine cronologico) performance del portoghese - protagonista a Bergamo di un assalto verbale ai danni di Andrea Ramazzotti - ha pensato di stilare una classifica delle sue dieci "migliori" intemperanze.

Un campionario che non ha risparmiato nessuno, anche se restano i colleghi allenatori i suoi obiettivi preferiti. Sul primo gradino si piazza il battibecco con Frank Rijkaard, all'epoca tecnico del Barcellona, con il quale aveva polemizzato alla vigilia di una sfida di Champions League quando era al Chelsea.

"La mia storia come allenatore non può essere paragonata a quella di Frank Rijkaard. Lui ha zero trofei, mentre io ne ho tanti", sprezzante il tecnico dell'Inter. Sul podio due altri noti litigi, il primo con Arsene Wenger il quale senza mezzi termini si era sentito definire "un guardone" solo per aver espresso un giudizio tecnico sul Chelsea ("Credo che sia una di quelle persone che possono essere definite voyeur. Gli piace guardare gli altri. Ci sono persone che, quando sono a casa, usano un grande telescopio per osservare cosa accade nelle altre famiglie. Lui parla e parla sempre del Chelsea"), quindi quello con Claudio Ranieri, poche settimane dopo essere arrivato in Italia.

Una bocciatura linguistica per il tecnico romano, che la scorsa stagione sedeva sulla panchina della Juventus: "Ho studiato l'italiano cinque ore al giorno per diversi mesi per essere sicuro di poter comunicare con i giocatori, i media e i tifosi. Ranieri è stato in Inghilterra per cinque anni e fa ancora fatica a dire "Good Morning" e "Good afternoon". Ha vinto una Super Coppa, una coppa piccolina. Non ha mai vinto un grande trofeo. Forse dovrebbe cambiare mentalità, ma è troppo vecchio per farlo".

Nei suoi tre anni in Inghilterra non sono mancate le battaglie dialettiche contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson, accusato di ricevere un trattamento di favore dagli arbitri ("Forse quando avrò 60 anni e avrò allenato nello stesso campionato per 20 anni e avrò il rispetto di tutti, avrò anche il potere di parlare alla gente e farla tremare un po"'), e le altre avversarie. "Come diciamo in Portogallo, sono venuti col bus e lo hanno parcheggiato davanti alla porta. Se fossi un tifoso che ha pagato 50 sterline per vedere questa partita sarei molto frustrato, perché il Tottenham è venuto a difendersi. C'era solo una squadra che voleva vincere, loro sono venuti solo per fare ostruzione, non è una bella cosa per come abbiamo giocato", a proposito di una partita contro gli Spurs.

Presi di mira anche il Pallone d'Oro Lionel Messi ("Barcellona è una città piena di cultura con tanti grandi teatri e questo ragazzo (Messi, ndr) ha imparato molto bene a recitare") e lo stesso Barca: "Il Barcellona è un grande club. Ma in 200 anni di storia hanno vinto solo una Champions League. Io alleno da qualche anno e ho vinto lo stesso trofeo". Al 10° e ultimo posto un giudizio critico, su una partita tra Tottenham e Arsenal terminata 5-4, che riassume il suo credo calcistico: "Questo non è stato un punteggio calcistico, è un punteggio da partita di hockey. In allenamento spesso facciamo partite tre contro tre e quando il punteggio è sul 5 a 4 mando i giocatori negli spogliatoi, perché non stanno difendendo bene".

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