23 dicembre 2009

Mancini in Premier, più che la prima ingrana la seconda

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Roberto Mancini il giorno della presentazione al West Ham (AP)

L'allenatore italiano esordirà sabato sulla panchina del Manchester City, ma quello dell'ex tecnico dell'Inter non sarà un vero debutto in Premier: nel 2001 chiuse infatti la carriera di calciatore nel Leicester City. Una meteora che non passò inosservata

di Lorenzo Longhi
da Londra

Esordirà sabato sulla panchina del Manchester City, Roberto Mancini, contro lo Stoke, dando così un ulteriore motivo di interesse - dopo le polemiche relative al suo ingaggio - alla tradizionale giornata di campionato in programma nel Boxing day. Ma quello dell’ex allenatore dell’Inter non sarà un esordio in Premier League. Sarà un ritorno, a quasi nove anni di distanza dalla fugace esperienza che vide Mancini chiudere la carriera di calciatore con la maglia del Leicester City, nel 2001.

In realtà Mancini aveva già dato l’addio al calcio sei mesi prima, per diventare vice di Eriksson alla Lazio. Poi, nel gennaio 2001, mentre il tecnico svedese lasciava Roma per prendere in mano la Nazionale inglese, Mancini accettò un contratto di un mese con il club del Leicestershire, al cui tecnico Peter Taylor era stato suggerito proprio da Eriksson. Mancio staccò le scarpette dal chiodo e tornò in campo.

Esordì il 20 gennaio 2001 in casa contro l’Arsenal (0-0), debuttò in FA Cup con una vittoria 2-1 in casa dell’Aston Villa, poi in Premier scese in campo nella sconfitta (1-0) di Southampton, diede il meglio di sé in un successo 2-1 contro il Chelsea di Zola e chiuse la sua prima esperienza inglese il 10 febbraio, a Goodison Park, entrando nel finale di un Everton-Leicester City 2-1. Cinque partite in ventuno giorni, nessuna per novanta minuti. Meteora, di classe sopraffina però. Il Leicester gli avrebbe voluto rinnovare il contratto, ma arrivò la chiamata della Fiorentina e Mancini, che nel frattempo stava frequentando il Supercorso di Coverciano, accettò la panchina viola salutando l’Inghilterra e "lasciando un progetto incompiuto".

Eppure, quelle quattro settimane con la maglia blu numero 10 non passarono inosservate tra i tifosi dei Foxes. Uno dei quali lo ha citato in una canzone (“Heroes in Blue & White”), diventata uno scaricatissimo cult tra i supporter. Nel pezzo, cover di “We didn’t start the fire” di Billy Joel, Mancini viene citato assieme a leggende Foxes quali Gary Lineker e giocatori meno… raffinati, come quel Franz Carr che ancora viene ricordato con sommo sbigottimento dai tifosi della Reggiana. Ma il Mancio appartiene, senza discussioni, alla prima categoria.

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