03 gennaio 2010

Beckham: "Capello mette paura. Ecco perché vince"

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Arroganza "positiva" e fiducia in se stessi: le qualità che Capello infonde nei suoi giocatori

Lo Spice Boy svela il segreto del ct dell'Inghilterra: "E' un allenatore arrogante: si fa rispettare e i suoi giocatori scendono in campo sempre fiduciosi". Poi su Milan-Manchester di Champions: "I miei ex-compagni faranno di tutto per fermarmi"

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"Capello è arrogante e mette paura. Ecco perché funziona". David Beckham svela la ricetta vincente di Fabio Capello.
Con il ct italiano in panchina, l'Inghilterra si è trasformata e ha centrato una brillante qualificazione ai Mondiali 2010. I flop del recente passato sembrano ora un lontano ricordo.
"Capello ha portato una dose di arroganza, in senso positivo. I giocatori vanno in campo fiduciosi, pensano che vinceranno: questo ci dà una grossa spinta. Ci dà la fiducia che non abbiamo avuto in passato", dice il centrocampista del Milan alla Bbc. "Capello ha portato un approccio molto serio e professionale, era necessario: lui fa paura, si fa rispettare", prosegue.

"C'è il massimo rispetto per questi allenatore", dice Beckham allargando il discorso a Sir Alex Ferguson, il tecnico del Manchester United. "Sir Alex mi ha cresciuto ed è stato come un padre per me. Ho un immenso rispetto per lui e per Fabio. Sono due manager che non si limitato a guidare una squadra, amano il calcio. Ecco perché hanno avuto tanto successo ed ecco perché sono ancora in attivita"', aggiunge Beckham. Nonostante tali modelli, il centrocampista non ha nessuna intenzione di intraprendere in futuro la carriera di tecnico. "Non c'è nessuna possibilità che io diventi allenatore. Non mi interessa", taglia corto Beckham. "Mi piace lavorare in campo con i bambini, è la mia più grande passione: vedremo, potrei cambiare idea in futuro", dice lasciando aperto uno spiraglio.

Per ora, bisogna pensare al Milan e alla suggestiva sfida di Champions League che obbligherà Beckham a fare i conti con il proprio passato. Negli ottavi di finale, i rossoneri se la vedranno con il Manchester United, il club nel quale lo Spice Boy è cresciuto e si è affermato vincendo tutto. I due match, tra San Siro e l'Old Trafford, saranno l'occasione per rivedere da vicino tanti ex compagni. "Sono sicuro che faranno l'impossibile per fermarmi. Non sarebbero allo United se non fossero persone e giocatori speciali", dice riferendosi a icone come Ryan Giggs, Paul Scholes e Gary Neville. "Il Manchester United - prosegue - tiene giocatori simili solo quando sono speciali". Beckham ha lasciato i red devils nel 2003 per passare al Real Madrid. "Avrei voluto vivere tutta la mia carriera nel Manchester United, senza andare altrove. Ma non è successo. Sono andato al Real Madrid e nell'ultima stagione lì ho vinto: quindi mi sono goduto quel periodo". Ad allenarlo in Spagna, manco a dirlo, c'era Capello.

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