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12 gennaio 2010

Agguato Togo, nuova rivendicazione. L'Angola: c'è sicurezza

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L'agguato alla nazionale del Togo è stato rivendicato da un secondo gruppo di ribelli

Un secondo gruppo separatista ha rivendicato l'attacco al bus della nazionale togolese attraverso una telefonata all'agenzia France Press. E intanto il primo ministro angolano dice: "L'agguato di venerdì è un atto isolato". GUARDA LE FOTO

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Un secondo gruppo separatista dell'enclave angolana di Cabinda, ha rivendicato l'attacco al bus della nazionale di calcio del Togo, avvenuto l'8 gennaio scorso e che ha provocato la morte di tre persone. Un portavoce del gruppo, in una telefonata all'agenzia France Presse, ha spiegato che i separatisti sparano sistematicamente sui convogli scortati nell'enclave dalle forze di sciurezza angolane.

Il giorno stesso si era attribuito la responsabilità dell'attentato il Fronte di Liberazione di Cabinda (Flec) che aveva successivamente minacciato altre azioni spettacolari, poiché, avevano detto fonti del gruppo, l'enclave "è in guerra e tutti i colpi sono consentiti".

Il primo ministro dell'Angola, Antonio Paulo Kassoma, ha rassicurato il presidente della Confederazione africana calcio, il camerunense Issa Hayatou, che il suo governo sta facendo di tutto per garantire la sicurezza delle nazionali di calcio che partecipano alla coppa d'Africa, dopo l'attentato di venerdì. Kassoma ha sottolineato che l'incidente di Cabinda è un atto isolato e ha insistito nel dire che la sicurezza delle nazionali è garantita. Intanto la nazionale del Togo ha deciso di abbandonare la competizione e ha fatto rientro, ieri sera, nella capitale Lomè dove sono stati dichiarati tre giorni di lutto nazionale.

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