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09 febbraio 2010

Capello, il sergente di ferro che ha domato l'Inghilterra

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Fabio Capello ha risolto l'ennesima spinosa questione all'interno della sua Nazionale con la semplicità e la rigidezza che ha colpito tutti i sudditi di Sua Maestà (Foto Kikapress)

La risoluzione del caso Terry è stato l'ultimo episodio che ha visto protagonista il tecnico italiano, capace di modificare vizi radicati tra i calciatori di Sua Maestà. Dal divieto per le Wags a regole ferree durante i ritiri. Così ha conquistato tutti

di Lorenzo Longhi
da Londra

Stick and carrot, il bastone e la carota. "Il caso è chiuso, Terry era e resta uno dei nostri giocatori più importanti": così Fabio Capello, al termine del sorteggio dei gironi eliminatori per Euro 2012 a Varsavia, ha voluto mettere fine alla spinosa vicenda riguardante il triangolo Terry-Perroncel-Bridge che ha portato il tecnico a togliere i gradi di capitano della nazionale inglese al difensore del Chelsea. E lo ha fatto, Capello, confermando in tutto e per tutto la fiducia nel Terry calciatore, non più leader accreditato ma certo elemento fondamentale dell'Inghilterra in vista del Mondiale sudafricano.

Nessuna nuova polemica. Per Capello la vicenda è terminata con la decisione di sfilare la fascia a Terry e con il comunicato stampa successivo. Il resto? Chiacchiere. Quelle che a Capello non interessano. E' anche per questo motivo che il tecnico italiano è di gran lunga il ct più stimato degli ultimi vent'anni alla guida della nazionale dei Tre Leoni. Dall'addio di Bobby Robson (eliminato dalla "mano de Dios" a Messico '86 e in semifinale ai rigori dalla Germania a Italia '90), nessuno dei selezionatori scelti dalla FA ha saputo guadagnarsi il rispetto incondizionato dell'ambiente. Graham Taylor, Venables, Hoddle, Keegan, il traghettatore Wilkinson, Peter Taylor, Eriksson e McClaren hanno tutti fallito in questo senso, prim'ancora che sul campo. Capello, invece, no. Il piglio da sergente, la totale assenza di concessioni al gossip (debolezza fatale al gaudente Eriksson), un severo mutamento delle regole di spogliatoio: così Capello ha rivoluzionato l'Inghilterra.

A settembre, subito dopo la certezza della qualificazione per i Mondiali, Sergent Fabio ha immediatamente messo al bando il fenomeno "Wags", vietando alle modaiole Wifes and Girfriends dei giocatori, una volta in Sudafrica, di visitare i rispettivi partner al di fuori dell'orario consentito, ovvero solo il giorno dopo le partite. Un modo per tenere lontani paparazzi e tabloid. Con lo stesso intento, ha recentemente messo il veto sulla proposta di organizzare una festa augurale prima della partenza per il Mondiale: nel 2006, in era-Eriksson, ne venne organizzata una in casa Beckham, e fu una manna per le riviste scandalistiche.

La quotidianità della vita in ritiro, poi, è mutata in maniera radicale: al di là della vicenda del vassoio scagliato contro il muro al trillo del cellulare di uno dei giocatori a tavola (episodio che poi il tecnico ha minimizzato, ma ha fatto molto parlare), Capello ha indicato una serie di comandamenti basati su un rigido rispetto delle regole e della forma: i ritardi non sono tollerati, nelle occasioni pubbliche ai calciatori è fatto divieto di presentarsi con altro abbigliamento che non sia quello di ordinanza della nazionale, bando assoluto delle infradito e, appunto, cellulari utilizzabili solamente nel chiuso delle stanze. Nello spogliatoio, poi, ammessi gli Ipod, ma non i "ghetto blaster", gli ingombranti radioregistratori in voga tra i calciatori inglesi.

In attesa di vincere sul campo, a prescindere dall'ottimo girone di qualificazione al Mondiale, Capello ha già vinto. Il Guardian applaude un uomo che "ha preso decisioni dure facendole sembrare semplici", Gary Lineker - leggenda della nazionale e ora presentatore di Match of the Day - non ha potuto che apprezzare le sue scelte e la rapidità con cui si è mosso, la stampa in genere lo riverisce come nessuno mai. La spiegazione di tutto, in fondo, l'ha data David Beckham pochi mesi fa: "Capello vince perché mette paura", il succo delle sue parole. Questa è sempre più la "sua" Inghilterra.

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