23 febbraio 2010

Pelè, assist a Maradona: "Merita rispetto come ct"

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Maradona e Pelè, i due calciatori più forti della storia a confronto

"O Rei" tende la mano al Pibe de Oro e lo difende dalle critiche per la gestione della sua Argentina: "Non ha responsabilità per le difficoltà della Seleccion: la nazionale argentina ha sempre grandi giocatori e buona tradizione, al mondiale farà bene"

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Un assist di Pelè per Diego Armando Maradona. In un campo di calcio sarebbe stato un gol sicuro e spettacolare, purtroppo per il mondo del pallone, però, i due più grandi della storia non hanno mai giocato insieme. Un problema di età, ma in realtà il brasiliano e l'argentino non si sono mai amati, anzi le frecciate tra i due negli anni sono state tante e anche forti.

Ma "O Rei" questa volta tende la mano al "Pibe de Oro", lo difende dalle critiche per la gestione della sua Argentina e accusa il presidente dell'Afa, Julio Grondona. "Maradona non ha responsabilità per le difficoltà della Seleccion nelle qualificazioni mondiali - ha spiegato Pelè a Città del Messico - Diego è al suo primo incarico da allenatore, la colpa e del presidente Grondona e degli altri dirigenti federali che lo hanno scelto, senza considerare la mancanza di esperienza". Nonostante tutto, Pelè crede nelle potenzialità dell'Argentina, inserita tra le grandi favorite insieme "alla Spagna che è campione d'Europa e al Brasile che ha una grande squadra, ma la nazionale argentina ha sempre grandi giocatori e una buona tradizione, merita rispetto. Inoltre ci sono Inghilterra e Italia, altre grandi d'Europa che quando arrivano al Mondiale sono sempre pronte e possono sorprendere tutti".

Pelè è d'accordo con quanti hanno definito il girone G "il gruppo della morte": "Brasile, Costa D'Avorio, Portogallo e Corea del Nord, un raggruppamento molto duro, ma anche il girone A con Sudafrica, Francia, Uruguay e Messico non è semplice, sono convinto - dice Pelè facendo felici i messicani - che la vostra nazionale passerà il turno, ma nel calcio le sorprese ci sono sempre".

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