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01 marzo 2010

Dossena: "Calcio africano? Bomba inesplosa ai Mondiali"

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Per Beppe Dossena è il Ghana di Essien, squadra che lui ha guidato per due anni, la nazionale africana più preparata per i prossimi Mondiali (foto ap)

L'ex calciatore della Samp ha guidato per due anni la nazionale del Ghana: "È una miniera, ma sinora nessuno è riuscito a estrarre tutto quello che produce. Per il Sudafrica il Ghana di Essien è la squadra più pronta, ma occhio al Camerun"

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di Lorenzo Longhi

“Quello africano è un potenziale in gran parte ancora inesploso, a livello di Mondiali. È una miniera, ma sinora nessuno è riuscito a estrarre tutto quello che produce”: Giuseppe Dossena, campione del mondo (pur senza presenze) a Spagna ’82 e attualmente responsabile del “Progetto Cina” del Parma, è uno dei massimi conoscitori italiani del calcio africano, avendo allenato per due anni la nazionale del Ghana, quindi il club libico dell’Al Ittihad di Tripoli. Ed è convinto che ancora oggi, 36 anni dopo la prima partecipazione di una squadra dell’Africa nera - lo Zaire di Mwepu Ilunga - al Mondiale, il continente africano non abbia ancora espresso al massimo ciò di cui è capace. Prova ne sia che mai una nazionale africana ha superato i quarti di finale nella rassegna iridata, raggiunti dal Camerun nel 1990 e dal Senegal nel 2002: “Dire che però le nazionali africane non hanno mai vinto nulla, e che non sono capaci di competere a certi livelli, è sbagliato. Le Olimpiadi lo dimostrano: si parla di Under 23, è vero, ma la Nigeria ha vinto l’oro ad Atlanta ’96 e l’argento a Pechino 2008, mentre il Camerun ha vinto i Giochi di Sidney. Sono risultati che non vanno sottovalutati”.

Così, un po’ per l’aria di casa e un po’ perché mai la pattuglia africana è stata così folta ai Mondiali (Sudafrica, Ghana, Costa D’Avorio, Nigeria e Camerun per quanto riguarda l’Africa subsahariana, oltre all’Algeria), questa volta le aspettative nei confronti delle nazionali del continente nero saranno più elevate. Ma c’è anche un altro motivo per attendersi un miglioramento generale delle prestazioni delle selezioni africane: “Mai come questa volta, la quasi totalità dei giocatori africani che parteciperanno ai Mondiali - argomenta Dossena - proviene dai campionati europei, e gran parte di loro dai nostri tornei più competitivi. Significa che, sotto l’aspetto della preparazione fisica e tecnico-tattica, possono appunto essere considerati di estrazione europea e dunque le differenze con le altre nazionali del vecchio continente saranno meno evidenti. Piuttosto, servirebbe una presa di coscienza collettiva sull’importanza della manifestazione: spesso i calciatori africani che conoscono lo stress europeo vivono l’essere aggregati alle nazionali come una rimpatriata, senza contare che si trovano a tornare in situazioni di organizzazione giocoforza più scadenti rispetto a quelle dei club. Il compito più difficile è riuscire così a concentrare tutte le forze su un obiettivo, o attorno a una figura carismatica”.

Tra le sei nazionali africane, Dossena ha una favorita: “Anche se nel ranking Fifa la più quotata è la Nigeria e la Costa d’Avorio può contare su un campione vero come Drogba, personalmente credo che il Ghana di Essien sia la squadra più pronta, ad oggi la più attrezzata per ben figurare, nonostante il girone molto competitivo. Ma non va sottovalutato il Camerun di Eto’o e Song: viene da alcune annate negative, ma è in netta ripresa”.

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