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02 marzo 2010

Mancini: "Vinco col City e torno per allenare la Nazionale"

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Roberto Mancini pensa alla panchina della Nazionale dopo aver portato il manchester City a grandi trionfi (Foto AP)

L'ex tecnico dell'Inter svela al settimanale "Chi" i suoi progetti per il futuro: "Resterò in Inghilterra a lungo ma un giorno vorrei essere il ct dell'Italia". Sui nerazzurri: "Fiero di aver aperto un ciclo vincente e dell'amicizia con Massimo Moratti"

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"Lavoro 18 ore al giorno per la conquista di questo obiettivo: in un paio d'anni il Manchester City deve vincere, come tutti i club dove sono andato". Parola di Roberto Mancini, che in un'intervista a "Chi" nel numero in edicola domani, racconta la sua esperienza di allenatore in Inghilterra e i suoi traguardi. "Ora penso al City, starò qui tanti anni, ma un giorno mi piacerebbe rientrare in Italia per la panchina della Nazionale, non lo nego".

L'impatto con la nuova realtà calcistica è stato positivo. "Vivere in Inghilterra è affascinante, scopro ogni giorno un mondo nuovo", racconta il tecnico di Jesi. "Porterei in Italia il dopopartita della Premier. Gli allenatori, qui, si ritrovano in un salotto, a bere un bicchiere di vino e a parlare di calcio, mentre i giocatori si riuniscono con le famiglie e mangiano tutti insieme. Non ci sono rancori, il fischio dell'arbitro chiude ogni lite e ogni rivalità".

Della pattuglia di allenatori italiani in Inghilterra dice: "Quando sono arrivato a Manchester, mi hanno chiamato Gianfranco Zola  e Carlo Ancelotti, ma non Fabio Capello". Infine un pensiero all'Inter: "Sono orgoglioso di avere aperto un ciclo importante e sono orgoglioso dell'amicizia di Moratti".

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